Home » Cosa succede in città » La rubrica della domenica
SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 11 novembre 2018

Emma Amasio Bartoli – Il sindaco di Riace e l’ANPI – “Il gusto per la pubblicità – La collezione Soleri” e la mostra di Testa – Lettere

.
Emma Amasio Bartoli 
la scorsa settimana ho dedicato l’intera rubrica al Centenario della Vittoria nella Grande Guerra e quindi non ne ho potuto scrivere, ma , sia pure in ritardo, voglio ricordare la dottoressa Emma Amasio Bartoli, medico oculista mancata ad appena 64 anni. All’ospedale oftalmico di Torino aveva conosciuto Franco Bartoli con cui si era spostata ed aveva avuto due figlie. Il dottor Bartoli mancò immaturamente nel 2007. Marito e moglie lanciarono negli anni Novanta la chirurgia refrattiva con l’uso di laser. Era una donna decisa, forte, dolce, comprensiva che aveva molto sofferto nel corso della sua vita anche per la morte del fratello. La figlia Elena ha seguito la carriera dei genitori ed oggi è anch’essa un’apprezzatissima oculista.  Io voglio ricordarla per la generosità, l’indipendenza di giudizio, il coraggio e il rigore morale. In un momento difficile della mia vita in cui fui oggetto di un’infame attacco mediatico circa vent’anni fa, fu la dottoressa Bartoli a scrivere una lettera in mia difesa che raccolse molte autorevoli adesioni. I miei amici fecero quadrato attorno a me, anche se non mi ritrovai al mio fianco alcuni che si rifugiarono nel silenzio impacciato degli opportunisti. Quasi non ci conoscevamo, ma la dottoressa Amasio Bartoli non esitò a mettere in gioco la sua autorevolezza e il suo prestigio per difendermi. Di questo le sono stato e le sarò sempre grato. Ed ho provato un sincero e profondo dolore per la sua scomparsa.
***
Il sindaco di Riace e l’ANPI
Il sindaco sospeso di Riace Domenico Lucano riceverà a Torino la tessera onoraria dell’ANPI, una scelta infelice, espressione di quella sinistra che inconsapevolmente fa ingrossare la fila dei leghisti. Un sindaco incriminato dalla magistratura per i suoi comportamenti molto disinvolti non può mai essere portato ad esempio, se non dopo un’eventuale assoluzione.  L’accoglienza degli immigrati deve trovare dei limiti invalicabili nel rispetto delle leggi in vigore. Si può capire, senza condividerlo, un religioso che pratichi l’etica dei principi invece dell’etica dalla responsabilità su cui tante volte ho scritto in questi anni. L’etica dei principi è quella che porta all’accoglienza senza limiti, quella della responsabilità è quella che devono seguire gli Stati e ,a maggior ragione, i comuni che devono rispettare, senza eccezioni, le leggi dello Stato. Domenico Lucano è un guascone che ritiene di rispondere in modo provocatorio alle contestazioni che gli vengono mosse esibendo il pugno chiuso. Un’inciviltà che porta indietro l’orologio della storia a prima della caduta del muro di Berlino. Povera ANPI torinese con questi nuovi associati. Tornano le differenze abissali tra l’ANPI e la F.I.V.L. di Cadorna, Mauri, Mattei, Taviani che nel 1948 si scisse dai comunisti dell’ANPI, non potendo più coabitare con loro. Anche il sempre più bizzarro Vittorio Sgarbi vuole onorare il sindaco di Riace con la cittadinanza di Sutri e mi indigna sentirlo confrontare   Lucano con Enzo Tortora . Sgarbi non può offendere impunemente in questo modo Enzo Tortora che ha già subito l’onta   di una volgare e noiosissima   imitazione di “Portobello”’.
 
***
“Il gusto per la pubblicità – La collezione Soleri” e la mostra di Testa 
Al castello di Pralormo è visitabile nell’ambito dell’evento “L’arte della bella tavola” la interessantissima mostra dedicata alla pubblicità d’epoca con una sezione della collezione Soleri, anzi di Elvio Soleri, scomparso da qualche anno,vecchio gentiluomo piemontese, dirigente industriale e pronipote del ministro Marcello Soleri. La figlia Olimpia prosegue l’impegno del padre nel conservare e implementare la preziosa collezione di famiglia. Domenica 25 novembre Olimpia, che lavora al Museo Egizio come archeologa, condurrà personalmente una visita guidata alla mostra dalle 11 alle 15. Sulla pagina Facebook della collezione si possono vedere interessanti e preziose testimonianze dei manifesti esposti in mostra. Una pubblicità ,potremmo dire, d’antan ,di ottimo gusto, lontanissima dalle sguaiataggini odierne. In parallelo temporale c’è a Torino ,niente meno che a palazzo Chiablese, una mostra di Armando Testa ,il pubblicitario torinese ipercelebrato, che ho conosciuto personalmente molti anni fa.  Gli hanno dedicato ,con più di un anno di ritardo, una mostra per il centenario della nascita voluta dalla seconda moglie che Armando sposò quand’era giovanissima, lasciando Lidia Barberis Abeatici ,la prima moglie a cui doveva gran parte della sua fortuna imprenditoriale.  Già il solo manifesto della mostra odierna ,un Armando seduto su una poltrona rivestita di prosciutto, rivela un altro modo di intendere la pubblicità in cui il fine estetico è meramente strumentale a quello pubblicitario. Testa, ad un certo punto della sua vita, si ritenne persino un grande pittore e ci fu chi glielo fece credere. Ma le due mostre, messe a confronto, rivelano involontariamente i limiti dell’ex fotografo Testa improvvisatosi grafico e pubblicitario con un successo imprevisto ed imprevedibile, come lui stesso mi disse con una sincerità disarmante.
***  
Lettere   scrivere a quaglieni@gmail.com
.
Vittoria
Vorrei segnalarle il ristorante Vittoria di via Carlo Alberto che ha compiuto cent’anni. Deve il suo nome alla Vittoria del 4 novembre 1918.                  Nina Ruffino 
.
Grazie, non lo sapevo. Io ci andavo spesso con il critico musicale Massimo Mila che era di casa perché il locale è vicino al Conservatorio . Poi cambiarono drasticamente l’ampio menu con uno quasi obbligato. E non lo frequentai più perché a me,quando vado al ristorante, piace trovare un’ampia scelta di piatti.  Andrò ad assaggiare la loro cucina attuale. Sicuramente è una pagina di storia viva. Chissà se hanno messo all’interno un ricordo della Vittoria ? Sarebbe un bel gesto. Basterebbe una bella coccarda tricolore. 
.
.
Senza liberalismo non c’è democrazia
Ho letto la bella ed ampia intervista che lei ha concesso a Barbara Notaro Dietrich sul “Corriere della Sera “in cui lei rivela la Sua statura che la rende uno degli intellettuali torinesi più autorevoli. Non ho condiviso nel titolo l’espressione “L’ultimo liberale” rivolto all’intervistato.I liberali sono vivi e presenti. Troppo pessimismo. Lei sicuramente è il liberale più importante in Piemonte e uno dei più significativi a livello italiano,ma non c’è solo lei.  Nunzio Caroleo 
.
I suoi giudizi forse sono immeritati, ma la ringrazio molto per la sua gentilezza. Forse non sarò l’ultimo liberale (l’espressione mi ha fatto una certa impressione …) , ma certo per ragioni che sarebbe troppo lungo elencare, oggi siamo di fronte ad un pericolo gravissimo: la democrazia illiberale. Democrazia e liberalismo dovrebbero essere un’endiadi indisgiungibile. Senza liberalismo non c’è democrazia vera. Ma sono in tanti a non capire o a non voler capire come stanno le cose. La stessa parola endiadi è parola estranea a certi linguaggi populisti.   
Leggi qui le altre news: ULTIME NOTIZIE