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SPIGOLATURE DI VITA E STORIE TORINESI

La rubrica della domenica

di ilTorinese pubblicato domenica 14 ottobre 2018

IV novembre  centenario della Vittoria? – Frassati, fondatore de “La Stampa” verrà ricordato a Torino – Bus in attesa della metro- L’autobiografia  di Novelli

 

 

IV novembre  centenario della Vittoria?
Domenica 4 novembre ricorreranno 100 anni dalla Vittoria della Grande Guerra . Inutilmente molti , tra cui lo scrivente, hanno proposto con motivazioni argomentate  che , tra il resto , a costo zero , il IV novembre ,almeno di quest’anno, fosse dichiarato festa nazionale . Ma a  poco più di quindici giorni dalla ricorrenza dal governo in carica  non vengono segnali di sorta . Un governo di Leghisti per loro natura ostili al Risorgimento e di pentastellati antinazionali per scelta  consolidata  non ci si può certo aspettare la  necessaria cultura storica e la sensibilità patriottica per comprendere il valore di una data di grande importanza nella storia italiana , una data con la quale si completo’ il Risorgimento con Trento , Trieste e l’Istria.  Con questo governo il 4 novembre sarà un giorno come qualsiasi altro  perché l’ignoranza faziosa prevarrà . Uno come Fico o Toninelli ,recandosi all’Altare della Patria, non saprebbero  neppure comprendere le ragioni per cui esso venne edificato e per cui venne accolto in quel monumento il Milite Ignoto. Uno come Salvini non saprebbe neppure  perché venne scritta “La leggenda del Piave “ che per breve periodo fu anche il nostro Inno Nazionale . E’ gente senza radici che vive di slogan elettorali. E poi ha anche la sfrontatezza di dichiarare “Prima gli Italiani” , dando
un significato meschinamente razzista a questa espressione che dovrebbe essere patriottica , ma non sovranista ne’ nazionalista , come  invece ritiene Salvini.

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Frassati, fondatore de “La Stampa” verrà ricordato a Torino
Giovedì 18 ottobre alle ore 17 il senatore Alfredo Frassati, fondatore della “Stampa “, ambasciatore a Berlino ed esponente di spicco  del mondo liberale verrà ricordato a Torino al Consiglio  regionale del Piemonte in via Alfieri 15  ,dopo il ricordo tenuto nella natia Pollone. Quest’anno si festeggiano i 150 anni della nascita del grande piemontese che voglio ricordare con le parole con cui lui stesso descrisse il piemontese Giolitti, di cui fu grande amico: “Il piemontese appare in lui nell’austerità e sobrietà della vita ,nell’asciutto vigore ,in quel gusto dell’essenziale che si difende dalla vanità dei meridionali”. Anche per Frassati varrebbero le parole scritte per Giolitti, evitando il giudizio sui meridionali perché Frassati fece della “Gazzetta piemontese “ un giornale nazionale con aperture europee,aprendosi anche ai lettori del Sud dell’ Italia.

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Bus in attesa della metro

Davvero e’ disperante il progetto dell’amministrazione comunale torinese di mettere in funzione un bus sulla linea della futura metro 2 che non sapremo mai quando verrà costruita e con quale precisa  percorrenza. Sembra che facciano a gara per studiare proposte all’insegna dell’assurdità , ancor peggio dell’amministrazione Novelli che bloccò la Metropolitana per dieci anni,pensando di sostituirla con i  lentissimi maxi tram . Questi addirittura ritorneranno ai carnet cartacei  per i mezzi pubblici, dopo aver aumentato il costo dei biglietti ed averci costretto a fare la card elettronica . Anche in questo campo  i grillini si rivelano dilettanti pericolosi.

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L’autobiografia  di Novelli
Che anche Diego Novelli scrivesse una sorta di autobiografia ,in verità , non se ne sentiva affatto la necessità . Ma che Novelli sostenga nel suo nuovo libretto autoagiografico  che nel 1956, anno dell’invasione  sovietica dell’Ungheria , per dissentire da quella scelta scellerata, sia rimasto nel PCI, come scelta di opposizione all’imperialismo sovietico, su suggerimento del filosovietico Negarville , appare davvero una cosa incredibile. Gli oppositori di Mosca uscirono dal Pci, non rimasero a bersi le panzane scritte dall’ “ Unità “,giornale dove  il futuro sindaco lavorava  allora come ragazzo di bottega .
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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com

 Una lapide per le Camicie nere
Cosa pensa della lapide savonese estesa ai caduti delle Camicie nere che tanto scandalo ha creato nel Ponente ligure?            Giovanni Aicardi

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E’ una faccenda ingarbugliata ,cercherò di chiarirla. In primis, chi ha proposto la lapide per i caduti al cimitero e ‘un ottantenne, ragioniere e  massone ,non nuovo a queste imprese dove trova pretesto per  ritagliarsi un attimo  di notorietà . La sindaca di Savona, ancora una volta ,rivela la sua superficialità nell’inaugurare una lapide senza averla letta, salvo poi prenderne subito  le distanze ,appena scoppiata la polemica per il fatto che tra i caduti siano citate anche le Camicie  nere  che furono inglobate nel regio esercito e come tali combatterono su tutti i fronti della II Guerra Mondiale. Chi ha confuso le Brigate nere repubblichine con le Camicie nere degli Anni 1923 /1943 ha rivelato, oltre che faziosità, tanta ignoranza storica. Certo, se l’ottantenne ragioniere savonese  si limitasse  a godersi la sua pensione , farebbe meglio. Eviterebbe di sollevare polveroni  polemici inutili .Nella vicenda e’ anche apparso un personaggino che si definisce presidente dell’associazione di matrice inequivocabilmente  neofascista “Ventennio”, questa sì, offensiva dello spirito antifascista di Savona ,ma la sindaca di questo signore  non si è neppure resa conto o non ha voluto prenderlo sul serio, se vogliamo essere gentili con la sindaca che  ha portato a 9 i suoi assessori, pur di rimanere seduta sulla sua traballante poltrona.

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