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la trattativa era stata anche corredata da ulteriori immagini dell’apparecchio

La macchina fotografica acquistata online? Inesistente, era una truffa

di ilTorinese pubblicato martedì 26 marzo 2019

I Carabinieri della Stazione di Trino hanno denunciato a piede libero A.D., 22enne residente in provincia di Napoli, gravato da vicende penali per reati contro il patrimonio, perché indagato per truffa. La vicenda risale alla fine del dicembre scorso, quando un 44enne appassionato di fotografia ha trovato sul sito di vendite online “Kijiji.it” l’offerta di vendita di una macchina fotografica reflex Canon ad un prezzo ritenuto vantaggioso ma non apertamente troppo basso.  Valutato che una fotocamera del genere, nelle condizioni che l’immagine mostrava, offerta a 500 euro ma sul libero mercato decisamente più cara potesse essere un buon affare, il 44enne aveva deciso di approfondire la questione, prendendo contatti diretti con il venditore attraverso la chat del sito. Ad ogni sua richiesta era pervenuta una risposta competente e cortese, la trattativa era stata anche corredata da ulteriori immagini dell’apparecchio che, sempre più, era parso al potenziale acquirente in ottime condizioni e ben descritto. Quindi, successivo ed ultimo passo è stato un contatto telefonico. Offerente e compratore hanno così dialogato direttamente, ed ancora il venditore, raccontatosi esperto in materia residente in un comune del torinese, ha convinto la vittima sulla validità e concretezza della possibile transazione. Accordo raggiunto. 500 euro vengono quindi versati al 22enne su un conto corrente. Senza ritardo, già il giorno successivo, la spedizione viene comunicata come effettuata, a sua comprova l’ignara vittima riceve anche il codice di tracciabilità del pacco ed il riferimento dell’ufficio postale da cui il prodotto è stato inviato. Tutto ovviamente falso. Così, dopo qualche giorno di inutile attesa e di vani tentativi di contatto diretto, arriva la certezza della truffa. Al 44enne non rimane che denunciare l’episodio ai Carabinieri che, a conclusione degli accertamenti, identificano e denunciano il truffatore partenopeo alla Procura della Repubblica di Vercelli.

M.Iar.

 

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