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Boccuzzi: "Paradossale che l'amministratore delegato in primo grado condannato per omicidio volontario possa ottenere in Germania una pena addirittura inferiore a quella dei coimputati italiani"

La Cassazione conferma le condanne del processo Thyssen: 9 anni e 8 mesi a Espenhahn

di ilTorinese pubblicato venerdì 13 maggio 2016

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AGGIORNAMENTO La Cassazione ha infine confermato le condanne dell’appello bis rispetto ai sei imputati per il rogo nel quale, nel dicembre 2007, morirono 7 operai. La pena più elevata è di 9 anni e 8 mesi  all’ad Harald Espenhahn, quella più bassa, di 6 anni e 3 mesi per i manager Marco Pucci e Gerald Priegnitz. Condannati anche gli altri dirigenti Daniele Moroni a 7 anni e 6 mesi, Raffaele Salerno a 7 anni e 2 mesi e Cosimo Cafueri a 6 anni e 8 mesi. Confermato quindi  il verdetto della Corte d’Assise d’Appello di Torino del 2015.

Annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo Thyssen. E’ la richiesta del sostituto pg della Cassazione, Paola Filippi, al fine di rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il ‘no’  relativo alle attenuanti per quattro degli imputati. Secondo  il pg serve un terzo processo di appello. I familiari delle vittime del rogo di Torino dopo aver ascoltato le richieste della procura della Cassazione sono usciti dall’aula in segno di protesta. Alcune delle donne – madri, sorelle e mogli –  sono scoppiate in lacrime e hanno gridato ‘venduti’ nei confronti dei giudici, finchè  sono stati invitati alla calma dai carabinieri.  “Queste richieste sono per noi  un fulmine a ciel sereno, anche per il rischio che i due imputati tedeschi, i principali responsabili del rogo alla Thyssen, possano scontare in Germania una pena dimezzata”. Così Antonio Boccuzzi, operaio scampato del rogo alla Thyssen e oggi deputato del pd.

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