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IN CARCERI PIEMONTESI 9 DETENUTI MONITORATI E 11 ATTENZIONATI PER TERRORISMO ISLAMICO

“JIHADISTI, SERVE CARCERE DURO TIPO 41BIS!”

di ilTorinese pubblicato sabato 16 luglio 2016

isisMARRONE-MONTARULI (FDI-AN): ASSURDO USARE MEDIATORI UCOII CONTRO RADICALIZZAZIONE IN CARCERE

<<In una fase di continue stragi jihadiste nelle città europee la Relazione annuale del Garante regionale dei detenuti evidenzia un dato preoccupante e sconosciuto all’opinione pubblica: al 4 febbraio 2016 (dati DAP), in Piemonte risultavano esservi 9 detenuti monitorati (si tratta di incarcerati per reati connessi al terrorismo internazionale e/o per attività di proselitismo, radicalizzazione e reclutamento) e 11 attenzionati (soggetti che in carcere hanno comportamenti che ne rivelano la vicinanza all’ideologia jihadista)>> segnalanoMaurizio Marrone, Capogruppo di FDI-AN in Regione Piemonte, e Augusta Montaruli, Dirigente Nazionale FDI-AN, che attaccano <<Qual è la soluzione geniale del Governo Renzi per impedire il proselitismo degli jihadisti e la radicalizzazione in carcere dei detenuti islamici? Un protocollo d’intesa tra il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Santi Consolo e il Presidente dell’Unione delle Comunità e delle Organizzazioni Islamiche in Italia Izzedin Elzir per avviare una collaborazione finalizzata a favorire l’accesso di mediatori culturali e di ministri di culto negli istituti penitenziari: saranno otto le strutture carcerarie coinvolte nella prima fase del progetto, tra le quali anche quella di Torino.

Peccato che l’UCOII sia la filiale italiana dei Fratelli Musulmani, organizzazione islamista internazionale dedita anche alla lotta armata e per questo dichiarata fuori legge come organizzazione terroristica in Egitto, Russia, Siria, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Tagikistan e Uzbekistan.

Altro che mediatori culturali islamisti, il pericolo di radicalizzazione islamica negli istituti penitenziari si può evitare solo applicando agli jihadisti l’isolamento da carcere duro tipo 41bis, esattamente come già avviene per la malavita organizzata: perché bisognerebbe mai distinguere tra mafiosi e terroristi se non per irresponsabile buonismo? Di questi tempi nessuno può permetterselo>>.