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ELZEVIRO D'ESTATE / Erano le prime esperienze di vacanza di tanti italiani che non si erano mai potuti permettere una settimana neppure a Borghetto Santo Spirito

Intramontabile rito tricolore: le vacanze dagli ardori di D’Annunzio ai cafoni di oggi

di ilTorinese pubblicato martedì 15 agosto 2017

di Pier Franco Quaglieni

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Solo Norberto Bobbio che sceglieva per le sue vacanze l’Elba, Cervo e Cervinia andava in vacanza quasi senza andarci,continuando a scrivere e a  tenere la corrispondenza normale con i tanti amici. Le sue erano “vacanze operose” come quelle di Croce a Meana, a Viu ‘, a Pollone  durante le quali  il filosofo scrisse opere importanti. La loro austerità e’ scomparsa da tempo

 

Chiara Boriosi ha incominciato a pubblicare qualche breve,intenso ricordo delle sue vacanze in località toscane sul mar Tirreno , in straordinarie case tra i pini, durante le quali i giovani passavano l’intera giornata e nottata a parlare,a conoscersi e magari ad  innamorarsi , spesso con una certa timidezza . Non c’è mai il riferimento esplicito al sesso. E’ il tempo che fu che la Boriosi riesce a far rivivere quasi magicamente, con nitidezza e anche un pizzico di nostalgia.Sabato scorso una sedicenne genovese e’ morta dopo aver assunto droga. Questa notizia ci dà l’idea  di un mondo radicalmente cambiato e l’indifferenza con cui è stato accolta ci indica le distante dalla nostra giovinezza.In molti di noi c’era un impegno che stavamo ,dopo il liceo, apprendendo da Garosci e da altri maestri che ci impedì di perderci anche sotto il profilo ideologico oltre che esistenziale.Il massimo della trasgressione  era incominciare a fumare  sigarette giovanissimi.Un vizio che si contraeva una volta per sempre,non riuscendo più a separarsi dal pacchetto. Molte ragazze si ritenevano più seducenti con la sigaretta .Delle mie amiche iniziarono a fumare subito Marlboro rosse e continuano ancora oggi  con più di un pacchetto al giorno.Tra i miei coetanei il problema droga non esisteva e neppure ci si ricordava del romanzo di Pitigrilli “Cocaina”,messo all’indice anche dal politicamente corretto di allora perché l’autore era considerato una spia dell’Ovra. Il problema della droga incominciò ad emergere in Italia  in tempi successivi,prima con alcuni episodi che dominarono le prime pagine dei giornali,poi via via come un fatto neppure più degno di una citazione nelle cronache se non in casi eccezionali come quello della sedicenne di Genova. Ci fu anche chi teorizzò un farneticante diritto di drogarsi che si inserì di prepotenza nel clima della contestazione e trasse da essa un qualche stimolo dall’idea sbagliata “Vietato vietare” ,il che significava che tutto è permesso.  Queste idee sbagliate finirono di bruciare dei giovani abbandonati a sè stessi vittime   di famiglie incapaci o impossibilitate ad educare in  contesti scolastici paralizzati.

 

La rivoluzione sessuale del ’68  e l’estate 

 Prima del ’68 ,quelli che si chiamavano rapporti sessuali completi, erano molto rari: le ragazze non li accettavano,le famiglie li proibivano alle figlie ,la Chiesa  cattolica li condannava,il pericolo di rimanere incinte li sconsigliava,la scomodità della 500 che non aveva sedili ribaltabili, quasi lo impediva.Un noto politico torinese morto da poco,mise incinta una ragazza che sposo’ ,pur non avendo un lavoro.Forse si dedicò alla politica per sbarcare il lunario e capì in itinere  che essa avrebbe rappresentato il suo futuro.  Dopo il ’68  tutto cambio’ e il sesso divento’ il tema dominante non solo dei discorsi e le ragazze, in primis ,desiderarono il sesso nella sua pienezza. Quello fu l’aspetto bello della contestazione : Fate l’amore ,non fate la guerra. Un “Vietato vietare” piacevole e condivisibile, rifiutato solo dai parrucconi. Si faceva l’amore in macchina ,magari contorcendosi,si faceva l’amore nella cabine dei bagni marini ,sulle spiagge di notte,  dopo aver fatto il bagno nudi. Si arrivo’ anche all’amore di gruppo,ma furono scelte dettate dall’ideologia e dalla politica che pochi praticarono e pochissimi apprezzarono,almeno in Italia. L’estate sessantottina e quelle 

successive  passarono lasciando passioni intense ed indimenticabili ,amori ardenti,delusioni cocenti. Fu l’inizio di un modo nuovo di vivere.Peccato che il tanto detestato a parole  “privato” sia stato guastato dal “politico”che invece fu quanto di più errato ci potesse essere in quegli “Anni formidabili” di Mario Capanna che ci  prepararono all’ “Eskimo in redazione “,per dirla con il celebre titolo di Michele Brambilla.In una celebre vignetta Mino Maccari ,che fu quanto di più distante dal ’68, ,commentava  così la caricatura  di un uomo e una donna  disegnata  con occhi desiderosi e trasgressivi : ” Il 69 e’ finito,pazienza :faremo un 70′”.Il libertino Maccari non aveva certo atteso la contestazione per vivere i piaceri della vita . E il suo amico Flaiano insieme a Fellini aveva scoperto nel 1960  “la Dolce vita”con il bagno di di Anita Ekberg nella fontana di Trevi. Oggi ci sono turisti che si tuffano dai ponti veneziani,ma quella attuale è una storia di barbarie ,quella evocata da Fellini è una delle scene più famose del cinema italiano.

 

Le vacanze prima  del ‘68
Se si pensa , ad esempio,alle vacanze famigliari di Giovannino Guareschi ad Alassio dove venne fotografato a giocare in spiaggia con i figli,si ha l’idea di cosa fossero le ferie  prima dei fermenti contestativi. Erano vacanze in famiglia in cui i giovani subivano le scelte dei genitori e solo raramente era concesso un piccolo viaggio con gli amici o andare  a trovare dei parenti.C’era gente che andava in vacanza , esibendo canottiere bianche, calzoncini corti,calzini e mocassini.Erano le prime esperienze di vacanza di tanti italiani che non si erano mai potuti permettere una settimana neppure a Borghetto Santo Spirito e che mandavano in colonia i propri figli. Umberto Bossi esibì nel 1994, da vero plebeo, la canotta stile anni ’50 nella villa di Berlusconi in Sardegna. Lo stile era rimasto quello e non era destinato a cambiare,se vero che il suo successore si presenta abitualmente  in calzoni corti alle manifestazioni anche oggi.La cementificazione della Liguria negli Anni 70   consentì a queste persone di  passare dalla tenda  in campeggio o dalla casa in affitto ad  un monolocale in proprietà , in cui vivere anche d’inverno in Riviera. Un traguardo molto sudato.In una località ligure un amico mi ha segnalato l’altro ieri un vero e proprio dramma:nella casa in cui ha un alloggio ,un condomino ha affittato alla prefettura un appartamento diventato residenza di immigrati. Non solo non è più possibile pensare alle vacanze,ma la casa stessa è diventata inabitabile.Ovviamente magari il mio amico esagera e in parte magari è un po’ razzista,ma qualche problema per un periodo di riposo vacanziero c’è sicuramente. Una notizia,ovviamente,che difficilmente si può leggere sui giornali.  Una notizia che rende bene l’idea dell’emergenza dell’estate 2017 e che forse ci sfugge. 

 

La spiaggia  e la vita notturna 

I bikini sempre più ridotti diventarono la norma a partire dalla metà degli Anni 60,poi si passo’ al topless e al nudo almeno in certe spiagge.Negli anni 70 in un club Valtur il topless era la norma e anche le mamme esibivano con piacere i loro seni nudi.Poi l’informazione medica ha portato a cambiare, anche se qualche topless sopravvive . A St. Tropez dove aveva prevalso il nudo trasgressivo di Brigitte Bardot sempre con Gitane senza filtro tra le dita,oggi le spiagge sembrano quelle di Rimini o quasi. In effetti già Gabriele d’Annunzio si faceva fotografare nudo in spiaggia e il fotografo  Francesco Paolo Michetti fotografò la moglie in un topless ante litteram ,alla fine dell’800. Ma l’idea femminista del topless e delle tette al vento fu tutt’altra cosa ,anche se poi ,quasi paradossalmente, delle femministe protestarono per le troppe fotografie di donne in topless  apparse sui giornali.   L’estate era e in parte rimane  la stagione dei flirt e delle avventure in città e al mare. Un’ amica di mia madre che venne in vacanza con noi una volta a Verezzi e ad Alassio, si metteva in pantaloni attillatissimi e maxi scollature,lasciava il figlio in custodia a mia madre e poi andava a ballare. Lei diceva perché amava il ballo,ma io già allora mi rendevo conto che forse il ballo era un mezzo per piacevoli esperienze  extraconiugali .L’importante era salvare la forma.A posteriori, quando vidi il film “I bambini ci guardano”, in parte girato drammaticamente ad Alassio,capii la situazione. Un mio amico trascorreva le vacanze passando le notti nei locali tra Ospedaletti e San Remo alla ricerca di storie estive anche con la complicità del buio dei night. Una volta invito ‘ la nuova amica ai bagni e si rese conto che, alla luce del sole, la signora, venuta dalla Valtellina ad Arma di Taggia, aveva vent’anni di più di quelli che gli era sembrato  qualche ora prima nell’oscurità. L’amica di mia madre viveva la sua estate liberamente,salvo poi rientrare nei ranghi il venerdì sera quando arrivava il marito.
L’estate di alcuni big  e la quotidianità  trasgressiva dell’estate 

Mario Soldati che abitava tutto l’anno a Tellaro ,d’estate rizzava le antenne e guardava i nuovi arrivi. Pur essendo  un volto televisivo molto noto ,fu ignorato da una ragazza “alta,sottile,bruna,di una bellezza strana ” sempre in compagnia di un levriero. A Soldati piaceva molto,ma non riuscì nell’intento come invece riusci’  un’estate con una mia amica,facendole una piccola recensione.Quasi per rivalersi, scrisse un racconto in cui immaginò “di fare selvaggiamente l’amore ” con lei dentro una Mercedes durante una grandinata estiva. Ma Soldati il più delle volte,non solo d’estate ,centrava  l’obiettivo . Anche il pittore Enrico Paulucci con la scusa delle modelle e delle allieve dell’Accademia poteva sfuggire a Rapallo e a Torino ai blandi controlli della moglie. Francesco Tabusso ,d’estate a Varigotti ,si vedeva in compagnia di bellone che poi rappresentava nude  nelle sue tempere quasi sempre trasgressive. Solo Norberto Bobbio che sceglieva per le sue vacanze l’Elba, Cervo e Cervinia andava in vacanza quasi senza andarci,continuando a scrivere e a  tenere la corrispondenza normale con i tanti amici. Le sue erano “vacanze operose” come quelle di Croce a Meana, a Viu ‘ , a Pollone  durante le quali  il filosofo scrisse opere importanti. La loro austerità e’ scomparsa da tempo. Oggi continua – malgrado l’austerità imposta dalla crisi e dal pericolo del terrorismo- la spinta vacanziera impressa dal ’68. Un mio amico mi raccontava che, invitato in barca, ebbe un inizio di rapporto  sessuale con la moglie del padrone del natante che quando si accorse di quanto stava accadendo,fece un pandemonio,minacciando,non senza ragione di buttarlo a mare.L’amico negò tutto e si sentì minacciato e offeso. Una storia estiva  quasi incredibile. Forse anche qui si tratta di un esempio estremo ,forse invece  è la storia di sempre, d’estate e d’inverno ,che Boccaccio ha descritto,una volta per tutte, nelle sue cento novelle.Forse è l’ubriacatura dell’estate, forse la frenesia che genera il sole e il mare e che rende l’eros  più elettrizzante e la trasgressione un desiderio meno contenibile. Già  così d’Annunzio sentiva l’estate, l’estate ardente e selvaggia che si identifica con la natura: stabat nuda aestas, diceva il poeta, un qualcosa che piace  molto anche agli illetterati ,uomini e donne che siano. 

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