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“Baricco insegue il mondo”

Inseguire il mondo. Il Nuovo Barnum

di ilTorinese pubblicato lunedì 7 novembre 2016

DI  DALLA REDAZIONE DI OFFICINAMAGAZINE.COM

“Baricco insegue il mondo”, si legge nella descrizione sul sito della Feltrinelli de “Il Nuovo Barnum”. A inseguire il mondo si comincia proprio da Ivrea, il 29 settembre al Teatro Giacosa,  dove in una serata organizzata dalla Galleria del Libro viene presentato il nuovo libro di Alessandro Baricco nel giorno stesso della sua pubblicazione. “Il Nuovo Barnum”(Feltrinelli) segue “Barnum” e “Barnum 2”, degli anni ’90, e consiste in una raccolta di articoli editi su quotidiani del calibro di La Repubblica e Vanity Fair. Gli articoli differiscono per argomento e soprattutto per anno di composizione: prima ancora di essere una raccolta giornalistica, il lavoro è una chiave di lettura degli anni che trascorrono. E delle idee che molte volte sono cambiate.

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Baricco sfoglia le pagine e legge come apertura un pezzo in cui si riportano momenti in cui aveva scorto degli articoli su quotidiani, che gli avevano suggerito delle idee per alcuni racconti. La scrittura osserva e solo dopo si posa su un foglio, questa la chiave del discorso. Gli occhi dello scrittore si lasciano trasportare, l’idea che si va a narrare nasce da qualsiasi cosa si tocchi. Un racconto nasce spesso da qualcosa che agli altri sembrerebbe irrilevante. Baricco legge: “In un ritaglio avevo letto di uno che aveva studiato il sistema perfetto per il calcio di rigore. (Per un istante, mi viene in mente di scrivere un racconto che parla di…)”: dalla parentesi in avanti si riportano idee per un racconto che si accumulano veloci, quasi fuggendo. Idee che abitavano in silenzio quel calcio di rigore perfetto e che ora, raccolte, sono portate via e abbracciate dallo scrittore. L’estratto chiarisce l’approccio di Baricco all’invenzione, è insieme il volto di ogni autore che s’immerge nel mondo e lo riscrive secondo un modello che conosce lui soltanto. Non si crea il mondo, ma lo si ritrae traendone spunto e arricchendolo. Questo rende originale un romanzo, un racconto. Persino una raccolta di articoli.

Il momento migliore è sicuramente quello in cui si legge l’articolo su Renzi. Perché ci interessa soprattutto in questi mesi, prossimi al referendum, e perché i tempi sono cambiati: l’articolo è del 2012, scritto in occasione delle primarie del PD. “Renzi? Siete pronti?”, e si ascolta l’opinione di quattro anni fa. Davanti a noi un timido Renzi, che nessuno conosce, che promette qualcosa di buono. Il candidato rischia, scavalca gli ostacoli. Rifondazione è la parola che lo descrive: è un uomo che va di pari passo alla novità, inserisce gente nuova, smantella. Del resto si assume la responsabilità di ristabilire un sostegno all’Italia di Berlusconi. “Come cambia il tempo e tu non sai che succede” commenta Baricco, lanciando alle righe occhiate disilluse, desolato all’idea di un Renzi timido. L’articolo commenta inoltre le eccessive contestazioni al candidato, al tempo continuamente accusato a partire da qualsiasi pretesto. Si cercavano appigli per arginare un uomo sin dall’inizio del rapporto con lui. “Da quando siamo diventati così diffidenti?” scrive il Baricco di quattro anni fa. Conclusione che – almeno questa- sembra ancora non invecchiare.

In poco più di un’ora, è come si leggesse l’intero “Il Nuovo Barnum”. Si assiste senza pagine tra le mani a un incontro inaspettato con il libro, un libro aperto, che propone soltanto il proprio sguardo sul mondo. Spunto per una conclusione è il fatto che l’autore spieghi come, nella scrittura, l’attualità non si possa coniugare con il romanzo e si coniughi molto di più con un quotidiano: per entrambi i generi, a ogni modo, è necessario osservare. Il requisito per ogni obiettivo rimane l’apertura a ciò con cui si ha un contatto, mentre si osserva un uomo o si legge un ritaglio. “Guarda che storia pazzesca- pensi davanti a un report, e da lì iniziano le idee.” commenta l’autore, aggiungendo di stanare “angoli che raccontano il mondo”. L’incontro a Ivrea sembra quasi una chiacchierata, ma sono le chiacchierate quelle da cui nascono le grandi idee. Per comunicare anche sottovoce con qualcuno bisogna regalare stimoli inaspettati, suggerimenti. Anche solo un ritaglio.

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