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"UN INFERMIERE STANCO E STRESSATO PER LE DIFFICILI SITUAZIONI CHE AFFRONTA E' UN INFERMIERE CHE FACILMENTE PUO' SBAGLIARE"

Infermieri sul piede di guerra: “Sbloccate le assunzioni, diamo l’anima tra turni e straordinari”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 21 gennaio 2015

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“Noi chiediamo l’immediato atto deliberativo della Regione che faccia ripartire le assunzioni che sono del tutto ferme per un blocco che ormai ci trasciniamo da ben 4 anni. Se ciò non accadrà negli ospedali sarà molto difficile, se non impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti”

 

Il sindacato degli infermieri Nursing Up prosegue sul refrain delle ultime settimane e chiede compatto lo sblocco immediato delle assunzioni. Questa volta, però, non si ferma alle semplici richieste ma dichiara lo stato di mobilitazione di tutti gli infermieri piemontesi finché non si vedranno fatti concreti. Questa è anche la risposta chiara e immediata, che sgomberi il campo da ogni equivoco.

 

“L’attuale blocco delle assunzioni continua a penalizzare in modo pesantissimo noi infermieri, uomini e donne che negli ospedali danno l’anima tra turni e straordinari – ha dichiarato Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up -. Noi chiediamo l’immediato atto deliberativo della Regione che faccia ripartire le assunzioni che sono del tutto ferme per un blocco che ormai ci trasciniamo da ben 4 anni. Se ciò non accadrà negli ospedali sarà molto difficile, se non impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti”. “Dobbiamo ricordare tutti che un infermiere stanco, stressato, vittima di burn out, per le situazioni ad alto rischio che affronta, è un infermiere che più facilmente può sbagliare. Con tutte le conseguenze che ciò può comportare”. Delli Carri, poi, si rivolge direttamente all’assessore alla sanità Antonino Saitta e gli rammenta che da anni la sua organizzazione si sta battendo contro il blocco:

 

 “Abbiamo fatto già in passato mesi di mobilitazione e addirittura nel 2013 siamo arrivati a fare lo sciopero della fame per 9 giorni davanti alle Molinette come forma estrema di protesta pacifica. Il tutto per combattere una delibera sul blocco alla quale, come sappiamo, ci possono essere delle deroghe che l’assessore pare non voler utilizzare.”

Massimo Iaretti