Home » prima pagina » I No Tav arrestati: “doveva bruciare la camionetta degli sbirri”
PER L'ASSALTO AL CANTIERE DI CHIOMONTE NEL 2013

I No Tav arrestati: “doveva bruciare la camionetta degli sbirri”

di ilTorinese pubblicato sabato 12 luglio 2014

Gli arresti sono avvenuti a  Milano e Lecce. I giovani appartengono al movimento anarchico. Si alleggerisce la posizione del filosofo Vattimo per la sua visita in carcere con due attivisti non autorizzati

 

notav ovunqueMentre sono ancora in carcere i 4 giovani attivisti No Tav sotto processo per terrorismo, la polizia di Milano e Torino ha eseguito gll arresti di tre ragazzi di età compresa tra i 24 e i 26 anni.Gli arresti sono avvenuti a  Milano e Lecce. Si ritiene che i giovani appartengano al movimento anarchico.

 

Sono accusati anch’essi di aver attaccato le forze dell’ordine nell’ormai famoso assedio al cantiere Tav di Chiomonte la notte del 13 maggio 2013, con il lancio di bottiglie molotov. Nelle intercettazioni della polizia prima degli arresti, gli accusati dicevano tra l’altro:  “Non e’ riuscito a prendere fuoco tutto quello che doveva. L’obiettivo erano una camionetta degli sbirri e due o tre mezzi del cantiere”.

 

Intanto il  filosofo Gianni Vattimo, finito nella bufera per aver portato con sè i due attivisti no Tav Luca Abbà e Nicoletta Dosio, in  carcere in visita ad  un altro militante no tav arrestato nel 2103, vede allegerirsi l’accusa che lo riguarda.

 

Non è infatti colpevole  di “falso ideologico di pubblico ufficiale in atto pubblico”, ma al massimo del reato meno grave di “falso ideologico di privato in atto pubblico”. E’ quanto stabilito dal giudice per le indagini preliminari che ha rinviato gli atti alla Procura e ha prosciolto invece i due attivisti che lo accompagnarono.notav chiara claudio

 

Gli arresti di questa ieri sono stati così commentati dal sito Notav.info:

 

“Dopo la sentenza della cassazione pare che l’accusa per i tre arresti di stamane sia diversa, ossia fabbricazione e porto di “armi da guerra e congegni esplosivi”, danneggiamento, incendio e violenza a pubblico ufficiale aggravata. I capi di imputazione sono ovviamente ancora da confermare. La firma delle misure è sempre la stessa, quella dei pm con l’elmetto Padalino e Rinaudo che continuano la loro crociata contro i No tav e cercano un riscatto personale, proprio per lo stesso procedimento, dopo la sentenza di cassazione che gli ha restituito la sproporzione delle accuse mosse contro i No Tav ancora in carcere”.

 

(Foto: il Torinese)