“IL PM ACCERTI COME MIA MAMMA CON L’ALZHEIMER SI SIA POTUTA ALLONTANARE DALLA CASA DI RIPOSO, MORENDO DI FREDDO”

I familiari di Maria Teresa Silvestro e Studio 3A, che li assiste, hanno presentato una richiesta di incidente probatorio alla Procura di Asti, che ha aperto un procedimento

Com’è possibile che un’anziana malata di Alzheimer si sia potuta allontanare dalla casa di riposo che ne aveva la responsabilità senza che nessuno se ne accorgesse, pur avendo il braccialetto elettronico? E’ questa, in sintesi, la domanda posta alla Procura di Asti, per il tramite del servizio legale di Studio 3A, che li assiste, dai familiari di Maria Teresa Silvestro, la 78enne torinese scomparsa sabato 17 dicembre dalla struttura assistenziale “Anni Azzurri” di Tonengo, nell’Astigiano, di cui era ospite da più di un anno e mezzo, e ritrovata senza vita il giorno seguente.

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La pensionata, pur avendo il braccialetto elettronico usato per controllare gli ospiti con questo tipo di gravi patologie, e pur essendo la struttura chiusa, poco dopo le 15 era riuscita a uscire senza che nessuno la notasse e la fermasse, con addosso solo un golfino e un paio di scarpe leggere. Non appena dalla casa di riposo si sono accorti che mancava, hanno cominciato a cercarla all’interno della struttura, ma invano: a quel punto, attorno alle 17, è stato dato l’allarme alle autorità, è stata avvisata la figlia e sono scattate le ricerche, che hanno impegnato decine di volontari della Protezione Civile arrivati da tutto il Piemonte, oltre ai carabinieri e ai vigili del fuoco, e che peraltro sono state rese più difficili dalla fitta nebbia che avvolgeva la zona. Purtroppo, dopo una giornata intera di battute a tappeto di tutto il territorio circostante la vicenda si è conclusa in modo tragico, alle 16.45 di domenica 18 dicembre, anzia3con il ritrovamento da parte dei soccorritori del corpo dell’anziana e malata signora in un torrente, nella periferia del paese, a tre chilometri dalla casa di riposo. A essere fatale, con ogni probabilità, il freddo patito durante le tante ore trascorse all’addiaccio a vagare senza la capacità di sapersi orientare e tornare indietro: sarebbe deceduta per arresto cardiocircolatorio e ipotermia. Una fine terribile per la povera donna, che era di Torino e aveva lavorato una vita come sarta. Appresa la notizia, la direttrice di Anni Sereni, Mariangela Manzone, oltre ad esprimere il proprio dolore e cordoglio ai familiari per la tragedia, con una nota stampa ha annunciato l’istituzione di una commissione interna per ricostruire l’accaduto. E’ stata infatti la stessaanzia2 direttrice ad ammettere che “le ragioni e modalità con cui a signora si è allontanata sono ancora da chiarire, in quanto la struttura è chiusa e gli ospiti che ne hanno bisogno, come nel caso di Maria Teresa Silvestro, sono dotati di dispositivi tecnologici per segnalare il passaggio attraverso i varchi d’uscita”. Ed è appunto quello che chiedono di sapere, prima di tutto, la figlia e tutti i congiunti della vittima, i quali, per fare piena luce sull’episodio, attraverso il consulente personale Giancarlo Bertolone, si sono rivolti a Studio 3A, la società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità civili e penali, a tutela dei diritti dei cittadini. A tal scopo, attraverso il proprio servizio legale, la società presieduta dal dott. Ermes Trovò ha subito presentato una richiesta di incidente probatorio per disporre una perizia che accerti la dinamica dei fatti: l’istanza è stata inviata martedì 27 dicembre  presso la Procura di Asti e diretta al Pubblico Ministero, dott.ssa Francesca Dentis, titolare del procedimento che è stato aperto sul caso e che per ora non vede alcun indagato.

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