Il Piemonte ha il nuovo Piano paesaggistico. Centrodestra critico: “troppa burocrazia”

L’aula di Palazzo Lascaris ha votato il  nuovo Piano paesaggistico regionale (Ppr), approvato a con 33 voti favorevoli e 9 contrari. Il provvedimento detta le regole per la pianificazione sostenibile dello sviluppo territoriale. Il documento è giunto alla fine del suo percorso dopo ben nove anni, nel corso dei quali  hanno lavorato diverse maggioranze

Secondo la Giunta Chiamparino il  Ppr realizza una lettura reale delle caratteristiche del territorio piemontese, definendo le politiche per la tutela e la valorizzazione del paesaggio. Inoltre  nel Piano si prevede l’adeguamento degli strumenti tecnici cartografici, oggi risalenti a diverse decine di anni fa.

Un accordo siglato lo scorso marzo dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, e dal ministro dei Beni, delle Attività culturali e del Turismo (Mibact), Dario Franceschini, aveva sancito il prosieguo della fase attuativa del Piano, che fornisce la “fotografia” di tutti i beni paesaggistici del Piemonte, perimetrati, catalogati e digitalizzati.

“Sarebbe potuto essere un Piano più coraggioso, ma comunque costituisce un buon strumento per tutelare il paesaggio piemontese, motore di sviluppo turistico per la nostra regione. Una volta attuato dai Comuni, che dovranno essere aiutati con risorse regionali, contribuirà a snellire le procedure per le autorizzazioni paesaggistiche, non essendo più vincolante il parere della Soprintendenza” ha sottolineato Paolo Mighetti (M5s).

Critico il centrodestra: “Questo è un atto velleitario e dannoso per il Piemonte, perché nessun Comune avrà mai, da parte della Regione, le risorse per aggiornare il Piano regolatore, con il rischio di essere l’ennesimo costo insostenibile per gli enti pubblici locali e, soprattutto, dannoso per tutto lo sviluppo economico, congelando di fatto tutte le attività che sono soggette al rispetto dei vincoli del Piano” ha detto in aula  Gian Luca Vignale (Mns).

“Rispetto alla futura applicazione del Piano, ci saranno grossi danni sia per le amministrazioni pubbliche  e sia per i privati, che dovranno confrontarsi con una normativa ridondante e complessa” ha aggiunto Diego Sozzani (Fi).

Per Daniela Ruffino (FI): “Dietro la facciata niente (o davvero ben poco). Il Piano Paesaggistico voluto dalla Giunta Chiamparino è fumo negli occhi, perché i Comuni piemontesi avranno a che fare con una burocrazia abnorme e non otterranno dalla Regione, le risorse per rinnovare il  Piano regolatore. Un governo regionale che crea ostacoli e difficoltà alle amministrazioni locali, già alle prese con mille problemi di gestione quotidiana, non rende un buon servizio ai Comuni e ai cittadini”.

Silvana Accossato (Mdp) ha sottolineato  il percorso di grande condivisione – all’interno dell’accordo tra la Regione Piemonte e il Ministero – che ha portato all’approvazione del Piano. “Il Piemonte è la terza Regio e italiana a darsi una moderna gestione del territorio, in prospettiva di un uso attento e consapevole del suolo. Il paesaggio, sia quello naturale e sia quello modificato dalle mani responsabili dell’uomo, è un vero e proprio valore” ha affermato.

Un lavoro enciclopedico – come ha sottolineato l’assessore alla Programmazione territoriale e paesaggistica Alberto Valmaggia – che ha visto impegnati per dieci anni gli uffici del Settore territorio e paesaggio della Direzione Ambiente, Governo e tutela del territorio della Regione Piemonte in sinergia con il Mibact.

Elaborato mediante indagini realizzate a scale diverse, è composto da una cospicua parte conoscitiva delle componenti paesaggistiche che coprono tutto il territorio regionale, articolato in 76 ambiti di paesaggio come richiesto dal Codice, per ognuno dei quali sono stati individuati i principali fattori strutturanti e stabiliti specifici obiettivi di qualità paesaggistica. La ricognizione di tutti i beni paesaggistici del Piemonte, definiti a scala di dettaglio, è contenuta nell’omonimo Catalogo. Il Ppr, quindi, garantisce la certezza dell’individuazione dei beni e regole chiare per semplificare le valutazioni nei procedimenti di autorizzazione paesaggistica. Le regole e i limiti per le trasformazioni sono contenuti nel Catalogo e nel fascicolo delle Norme di Attuazione articolate per indirizzi, direttive e prescrizioni.

 

 

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