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per la regia di Giovanni Calcagno

“Il Piccolo Principe”, non solo per i più piccoli

di ilTorinese pubblicato sabato 6 gennaio 2018

Al teatro Gobetti in scena  il testo dell’umanista e aviatore Antoine de Saint-Exupery, capolavoro assoluto della letteratura

A Torino è in scena al teatro Gobetti, fino al 7 gennaio prossimo, il celebre testo di Antoine de Saint-Exupery, Il Piccolo Principe, per la regia dell’attore e regista etneo Giovanni Calcagno, che ne ha portato in giro per l’Italia una versione dialettale in siciliano, dal titolo “Piccolo Principe. U principuzzu Nicu”. Per i tanti bambini presenti in scena la versione torinese sarà in italiano per essere più comprensibile. Il romanzo è il secondo libro più tradotto al mondo e il regista siciliano, che ha curato questo allestimento in endecasillabi e settenari, vi si è accostato per la prima volta nel 2009, quando da Rai Gulp gli giunse l’invito a realizzare un cortometraggio e un audiolibro proprio dal Piccolo Principe. Nel lavoro coinvolse allora Luca Mauceri e Salvatore Ragusa, entrambi presenti in scena, ed attivi anche in altri campi dello spettacolo, il primo come compositore delle musiche, il secondo come scenografo. Tutti e tre si sono poi occupati del comparto tecnico, dalle luci all’audio, ricreando un modo di fare teatro che si richiama a quello degli antichi giullari di corte, povero di ornamenti e volutamente privo di ridondanza.

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La scena è versatile, ricorda un grande libro, per poi trasformarsi, nel finale, scomposta e riassemblata dagli stessi protagonisti, nell’aereo su cui l’aviatore prenderà il volo.”Sono parole, quelle contenute nel Piccolo Principe – afferma il regista Giovanni Calcagno – che, per quanto ormai conosca bene, non smettono di interrogarmi su temi importanti, quali la morte, la trascendenza, la cura e la capacità di vedere con il cuore”. Esiste un vecchio detto ebraico che recita: “Mentre l’uomo pianifica, Dio ride”. Il senso della vita che rende l’opera di Antoine de Saint-Exupery un testo di alta letteratura sta in quell'”essenziale” che l’autore identificava nella capacità di sentire, di non ridurre l’uomo a un mero ingranaggio. Questo messaggio lo rende un’opera di formazione e di carattere universale. Qualche mese dopo l’apparizione del suo capolavoro l’autore, che era, oltre che umanista, anche aviatore, scomparve in aereo sul mar Mediterraneo. Ma il Piccolo Principe fu destinato a sopravvivergli.

 

Mara Martellotta