Il Papa, gli sbarchi e i numeri

IL COMMENTO / di EffeVi

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Papa Bergoglio è andato a Sant’Egidio dove, davanti a una platea rigorosamente interreligiosa comme il le faut, ha tenuto un discorso molto alto e nobile su natalità e immigrazione. Con un inciampo logico: a un certo punto ha dichiarato testualmente: 

 “Se in Italia si accogliessero due migranti per municipio ci sarebbe posto per tutti”

 

Senza accodarci alle già nutrite polemiche politiche, parliamo di numeri crudi. Secondo Frontex, l’Agenzia che coordina il controllo delle frontiere dell’Unione Europea, nel 2016 sono sbarcati in Italia 181.436 migranti; nel 2017, 8.500 migranti sono sbarcati durante i soli tre giorni di Pasqua.

 

Forse Sua Santità si riferiva a questi ultimi e non ha completato la frase. O forse parlava per metafore. Però le agenzie di stampa e le televisioni, nel mondo di oggi, non sono fini esegeti e tendono a prendere tutto alla lettera, soprattutto da un Papa che li ha abituati a un certo stile, piuttosto diretto. Un Papa che piace proprio perché, si presume, dice quello che pensa senza troppi infingimenti (mica come quell’altro Bavarese, che era tutto un nascondersi dietro citazioni scritturali e letture difficili).

 

Fatto sta che, per far tornare i conti papali, mancano all’appello circa 82.000 Comuni. Neppure l’Argentina ne conta 90mila (anzi, quelli propriamente costituiti sono poche centinaia); in Italia poi, dopo le ultime fusioni, restano 7.947 campanili. Nella soluzione prospettata dal Vaticano, ogni Comune italiano dovrebbe ogni anno accogliere 22 migranti, non due. Ogni anno.

 

In teoria, in due anni il Comune di Moncenisio, con i suoi 35 residenti, in pochi mesi diventerebbe un paese di stranieri, operazione che agli occhi di chi non si deve occupare di amministrazione quotidiana deve apparire piuttosto semplice e anche simpatica, nel segno dell’arricchimento culturale.

 

Per farla più semplice per i semplici, forse sarebbe meglio che il vicario di Cristo in Terra si esprimesse sul piano dei principi, senza impegolarsi nei numeri: no son lo suyo, come direbbero le sue pecorelle bonaerensi. Qualche pierino potrebbe far notare che lo stesso Bergoglio, in quanto capo di Stato, regna con mano ferma su 600 cittadini vaticani, ben protetti entro le Mura Leonine, dove non si ammettono rifugiati dal 4 giugno 1944 – giorno della liberazione di Roma da parte degli Angloamericani.

 

Il Papa predichi, ammonisca anche severamente, richiami ai doveri dei Cattolici, ci mancherebbe. Ma lasci che di numeri, accoglienza, distribuzione si occupino le autorità civili del Paese che deve pensare a governare i flussi di immigrazione. E’ un po’ più complesso che dividere il numero di arrivi indiscriminati per il numero dei Comuni.

 

(foto: il Torinese)

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