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REVISIONISMI

La statua di Cavour tra parcheggi e padri della Patria “nordisti”

di ilTorinese pubblicato giovedì 7 aprile 2016

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Sul lato sinistro della piazza, angolo via Accademia Albertina un brutto palazzo senza uno stile definito. Fa cazzotti con l’insieme. Pensate, è stata la prima concessione edilizia rilasciata dalla città dopo la seconda guerra , forse per una legge del contrappasso, da una giunta di sinistra

CAVOUR MONUMENTO

Con 197.000 euro si può ristrutturare il monumento di Cavour in piazza Carlina. Siamo così precisi perché è stato presentato  un progetto alla Sovrintendenza  per le dovute ed iniziali autorizzazioni. Sarà capovolto l’attuale camminamento con l’area verde proprio per dare la possibilità di vedere da vicino il monumento. Ultimo restauro negli anni ’80 finanziato dal Medio Credito Piemontese. Torino è il Risorgimento e, purtroppo , a volte rischia di non ricordarselo. Più precisamente s’intitola “Cavour e l’ Italia” e il suo autore Giovanni Battista Dupré  contestato dalla Curia Torinese ha  avuto modo di rispondere per le rime. L’Arcivescovo considerando l’opera scandalosa, per come ha rappresentato l’Italia, non ha voluto finanziare per propria quota. Per questo l’autore si è raffigurato in atteggiamenti “aggressivi” verso l’alto prelato, rendendo ancora più scandalosa l’opera( Novembre 1873 inaugurato sotto la pioggia). Decisamente un percorso travagliato. Sul lato sinistro della piazza, angolo via Accademia Albertina un brutto palazzo senza uno stile definito. Fa cazzotti con l’insieme. Pensate, è stata la prima concessione edilizia rilasciata dalla città dopo la seconda guerra , forse per una legge del contrappasso, da una giunta di sinistra. Riequilibrata dalla ristrutturazione di ” casa Gramsci”, adibita ad un albergo a 5 stelle. E mi chiedo: non si poteva chiedere a chi sta costruendo i posti auto di fare anche questa opera? Diciamo che si sono dimenticati. Io sospetto altro. Cosa? Un ostracismo politico culturale verso il valore anche etico del Risorgimento.Ho assistito a “brillanti” lezioni di storici che ribaltavano tutto. Come se fosse stato il Sud con i suoi sacrifici a fare l’Italia e non il Nord. I Savoia, Torino sono considerati dei “dettagli”. Il revisionismo storico è contrabbandato con il semplice ribaltamento della verità. Si inserisce in questo “clima” il disinteresse. Tra gli istituti di credito e  la città di Torino non dovrebbe essere un problema trovare le risorse. Anzi non deve essere un problema. Non è colpa del Nord se Vittorio Emanuele II, Camillo Benso Conte di Cavour, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini sono nati al Nord. Dirlo e ridirlo è solo amore di verità.

(foto: il Torinese)