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Giunge a compimento l'iniziativa dell'ospedale Sant'Anna di Torino con le opere delle persone non udenti

Il Cantiere dell’Arte si chiude: l’ospedale come lo vogliono i pazienti

di ilTorinese pubblicato sabato 10 giugno 2017

Esattamente dopo cinque anni, si conclude all’ospedale Sant’Anna della Città della Salute di Torino il primo ciclo del Cantiere dell’Arte, un progetto partecipato del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con la Fondazione Medicina a Misura di Donna Onlus, che ha progressivamente trasformato l’ospedale in un luogo coltivato secondo i desideri di coloro che lo animano: personale, pazienti, famiglie. Con la ri-nascita degli ambienti è mutato il clima generale, relazionale ed organizzativo. Questo traguardo si raggiunge domani con il coinvolgimento del personale sordo del Gruppo UniCredit per l’annuale seminario “Se mi guardi ti sento”, un laboratorio formativo loro dedicato che è l’espressione delle politiche di inclusione del Gruppo e che quest’anno si apre anche al dialogo con i cittadini sordi e con la città tutta grazie al “Cantiere dell’arte”.

 

Noi abitiamo gli spazi ma gli spazi ci abitano.

L’esperienza individuale e collettiva è sempre riferita ai luoghi,

in altre parole è situata nei contesti fisici e relazionali.

Pertanto la qualità degli ambienti in cui viviamo è fondamentale.

A garanzia della qualità del vissuto e dell’esperienza.

 

 

17 maggio 2012. “Thinkering, put your imagination to work”. 100 manager del Gruppo UniCredit provenienti da 17 Paesi hanno concluso un percorso di apprendimento organizzativo in modo inusuale, con un community work, ovvero una esperienza di lavoro in squadra all’ospedale Sant’Anna di Torino, un invito ad agire a favore delle comunità.

 

Era la prima tappa del “Cantiere dell’Arte” del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, progetto che attinge al potenziale dell’inedita piattaforma di ricerca-azione sulla relazione virtuosa tra “Cultura e Salute”, promossa nel 2011 dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna al Sant’Anna, con circa trenta istituzioni culturali che hanno portato le arti in ospedale, in alleanza con i medici.

 

Il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli guidato da Anna Pironti ha concepito con il personale dell’ospedale una grande oper-azione rigenerativa, adottando la metafora del giardino che nelle varie culture rappresenta il luogo dell’origine, della vita e dell’umanità. Il Sant’Anna per definizione è uno dei luoghi più interculturali della città, dove ogni anno nascono oltre 7000 bambini da genitori provenienti da 85 nazionalità diverse.

 

Dal 2012 con la project manager Paola Zanini, le Artenaute del Dipartimento Educazione Castello di Rivoli ed innumerevoli soggetti, venti aree definite prioritarie da chi vive l’ospedale – ingressi, scale, sale d’attesa, reparti di degenza – sono state trasformate progressivamente. Enormi Wall Paintings (pittura a muro) sono stati realizzati attingendo al potenziale creativo dei grandi maestri della contemporaneità, primo tra tutti Michelangelo Pistoletto ed il suo Terzo Paradiso, ma anche Keith Haring, Matisse, Klimt, Picasso, Accardi, Mirò, Modigliani, Niki de Saint Phalle ed innumerevoli altri di cui si intravedono segni, tracce, intrecci cromatici, memorie, dettagli, realizzati a partire da studi di cromoterapia.

 

Un grande repertorio storico e concettuale per una pratica semplice ed alla portata di tutti, condotta con grande competenza dal Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, che ha saputo coinvolgere gruppi e persone molto eterogenee (in primis il personale, pazienti e le loro famiglie, manager in formazione, studenti in alternanza scuola lavoro, club di servizio, squadre sportive), giungendo ad un risultato tecnicamente perfetto e molto gradevole alle persone che a vario titolo abitano l’ospedale sia nella dimensione professionale sia perché degenti o parenti dei degenti.

 

La Fondazione ha mobilitato per l’operazione del Cantiere dell’Arte centinaia di persone in cinque anni: in primis il personale e le pazienti con le loro famigle, club di servizio, studenti, manager di imprese in formazione, squadre sportive che, condividendo il progetto di fatto, si sono presi cura degli ambienti, contribuendo alla trasformazione dei luoghi finalizzata a migliorare le condizioni di vita delle persone.

Sono sempre di più gli studi che dimostrano come le arti visive introdotte nei luoghi di cura possano essere uno strumento importante per aumentare il ben-essere di pazienti, famiglie ed operatori sanitari. Nel mondo scientifico si parla di Evidence based Art, ben consolidata anche se poco conosciuta. Ricerche ad alto fattore d’impatto nell’ambito delle neuroscienze, dell’epigenetica e della psico-neuro-immuno-endocrinologia avvalorano il ruolo del contesto, dei luoghi e degli stili di vita, nel promuovere la salute” afferma la professoressa Chiara Benedetto, Presidente della Fondazione Medicina a Misura di Donna e Direttore della Ginecologia e Ostetricia 1 universitaria dell’ospedale Sant’Anna, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

 

In una città che sta rispondendo entusiasticamente alla grande mostra “COLORI”, curata da Carolyn Cristov Barkagiev nei due musei che dirige, la GAM-Galleria d’Arte Moderna ed il Castello di Rivoli, accompagnata a Rivoli da un progetto di ricerca scientifica sul tema con il neuroscienziato Vittorio Gallese ed il Dipartimento Educazione, un nuovo intervento riqualificherà i corridoi degli ambulatori, aree di attesa e transito.

Nell’appuntamento del 30 maggio il personale sordo di UniCredit, in occasione dell’annuale seminario “Se mi guardi ti sento”, ha fatto tappa all’ospedale Sant’Anna per lasciare un segno permanente di bellezza, con una grande azione pittorica nei corridoi degli ambulatori del piano terra: “dettagli arborei e tracce floreali, come essenze o suggestioni, a partire dal segno di Matisse che, nelle sue ultime produzioni ostinatamente non voleva cedere alla malattia e realizzava grandi collage insieme ai suoi assistenti. Dalle sue mani prendevano forma elementi astratti simili a foglie e fiori, che poi si depositavano negli ambienti, sulle tele e sulle grandi pareti: una memoria che è anche narrazione e che nel contesto specifico, ci consente di connotare gli ambienti in sintonia con le polarità del Sant’Anna in cui vita e nuova vita convivono”, spiega Anna Pironti, Direttore del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, che dà forma agli immaginari.

 

Con questo intervento le persone “sorde” “lasceranno un segno” permanente, completando il blocco di via Ventimiglia 3 avviato dai propri colleghi europei, in un’unica avvolgente armonia, apprezzata e rispettata. Dal 2012 non ci sono stati segni di violazione nelle aree del Cantiere dell’Arte.

 

L’operazione si colloca in un percorso pluriennale con le persone sorde avviato nel 2009 dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli – sempre in collaborazione con Catterina Seia, Vice Presidente di Fondazione Medicina a Misura di Donna per la quale ha avviato e conduce le progettualità “Cultura & Salute” – UniCredit e l’Istituto dei Sordi di Pianezza, che ha portato alla realizzazione il primo Dizionario al mondo per l’arte contemporanea nella lingua dei segni.

 

E’ stato presentato anche il primo video in lingua dei segni della campagna internazionale di comunicazione via facebook varata dalla Fondazione Medicina a Misura di Donna onlus con F.I.G.O. Federazione Internazionale Ginecologi e Ostetrici su corretti stili di vita per la salute della Donna.