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Il basket visto dalla curva: viaggio a Zagabria

di ilTorinese pubblicato venerdì 13 ottobre 2017

Questo articolo non è un semplice articolo… ma un resoconto a pezzi di un viaggio che sembra d’altri tempi narrato in maniera spontanea da chi si è inerpicato su valichi e frontiere per vivere una partita di Basket della FIAT Auxilium Torino. In particolare quella del ritorno in Europa di una squadra di una città che a questi livelli da ben più che qualche anno non aveva più la fortuna di rientrarci. Per la cronaca, Torino ha compiuto un’impresa “sportivamente eroica” vincendo una partita difficile contro il Cedevita Zagabria, ma di questo sono piene le cronache sportive già di qualche giorno or sono.

Questo articolo, tratto a piene mani dai whatsapp ricevuti in piena notte durante il viaggio di andata ritorno e durante la partita, è bellissimo per la sua vividezza di immagini che ognuno potrà trarre dall’immediata visualizzazione che potrà dare a quello che leggerà. Senza che il grande scrittore ce ne voglia, sembra un pochino di leggere Ungaretti nella sua fredda apparentemente analisi delle cose che viveva, ma più profondo di quello che le parole vogliono dire, esce l’immagine evocata. A voi, qui di seguito, immagini e parole, inviateci da Mirko e i suoi “apostoli”… in viaggio per tifare FIAT TORINO e anche per loro…

“Ore 00.00 Al solito posto… la notte passa, il profumo dell’asfalto i km che ci attendono. L’adrenalina che sale per avere scelto di andare a vedere la nostra Torino…”

“E’ l’alba…superata Trieste, si supera la frontiera… il nostro benvenuto ce lo porge un poliziotto donna…che sembrava uscita da un Thriller sadomaso… redarguiti per non aver esposto il bollino. Le varie frontiere di rito… poi alle 8.30 varchiamo la porta di Zagabria”.

“Cerchiamo il centro … e impavidi e in borghese giriamo allibiti, tra pensieri, un pizzico di paura… presto alleviata tra boccali di birra e grappa. Visite alle chiese, ammiriamo tutte le bellezze del posto. Finalmente ci siamo quasi… impostiamo il navi verso il palazzo di Zagabria… senza sapere nulla, non nego che essere illuminati e tranquilli … è utopia.”

“Appena scesi al parcheggio (che solo alla fine verremo a sapere… fosse il loro parcheggio) prendiamo info. L’adrenalina sale… tutti uniti e compatti avanziamo… senza capire, con l’unico pensiero… se ci assaltano difendiamoci senza paura… Un silenzio da Marcia funebre… poi come se ci fosse la mano di qualcuno dall’alto, passiamo a 5 metri da un chiosco bar … il ritrovo dei Tifosi locali… Vediamo una biglietteria, stupita anche la polizia, si prendono cura di noi, un poliziotto parla Italiano … ma nel sentirlo parlare… non nego… che conoscendo bene la realtà Croata … mi sono impietrito come una pietra di Carrara.. continua il poliziotto… non sempre ci sono i tifosi del calcio, ma non sappiamo se ci saranno o no… ma ci rassicura… poi veloce all’interno del palazzo severe misure di controllo…”

“Siamo sotto di 10… ma noi ci crediamo … cantiamo fino allo svenimento… per completare il Favoloso quadro della pagina di vita. Vittoria…sarà 2 fisso…”

“Finisce il primo tempo ..e non nego che i fantasmi tornano a bussare. Non si va al bagno, non si fuma non si esce. La polizia ha un atteggiamento un po’ strano, forse preoccupato… Addirittura per i fumatori accaniti, si fuma dentro con 1 poliziotto vicino, e chi va in bagno ci va con la scorta… Si torna a cantare…”

“Poi finalmente su quei gradoni. Una regola sola… Tifare per Torino, non insultare nessuno, non fischiare. Tifare fino alla morte…”

“Usciamo veloci dal palazzo… solo 2 poliziotti di scorta… non posso descrivere cosa mi è passato nella mente… quando camminavo in questo cammino… poi la polizia molto nervosa… e molto guardia… saliamo velocemente sui mezzi… e il regalo finale sarà? Andate pure… senza scorta …ma forse …tra dee buddiste, Gesù, i nostri amati in cielo …hanno vegliato su di noi…

Si torna a casa… Stravolti ma con una presa di coscienza: siamo tutti pazzi… un presente…”

“Alle 7.40 si va a lavorare… ognuno a modo proprio cerca energia per capire come affrontare la giornata.”

“Tutto questo … perché chi non ne fosse a conoscenza … i Bad Blue Boys (tifosi di Zagabria) sono i sostenitori più violenti in Europa, persone di guerra, che hanno combattuto per la liberazione e l’indipendenza Croata. Paramilitari, persone che hanno vissuto una guerra… che ha lasciato per terra molte vite”.

                                                                                                                                       Mirko

Questo il resoconto di un’intensità emotiva straordinaria, che va oltre la competizione sportiva. Lo sport regala emozione e conoscenza anche di sé stessi. Così come è curioso che le parole riportate come mi sono giunte in maiuscolo anche inconsciamente evocano rispetto per chi le ha scritte ed è bello notare che, tra le altre, le parole Italiano e Croato lo siano così come la parola Tifosi… . Si parla tanto di unità e di rispetto. A volte il rispetto nasce anche dal timore, ma lo sport, quello vero è fatto di uomini che giocano e di uomini che osservano, anzi di uomini e donne che giocano e uomini e donne che osservano. L’uno senza l’altro non esisterebbe.

Paolo Michieletto

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