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Il grido di dolore dell’Associazione

Identità Comune: “Torino non faccia l’asso pigliatutto”

di ilTorinese pubblicato venerdì 5 dicembre 2014

chivasso

Il caso della trattativa tra il Comune di Chivasso e Amazon per  un insediamento produttivo nell’area ex Lancia, alla quale si sarebbe sovrapposto l’intervento di Torino 

 

Torino non sia asso pigliatutto e la Città Metropolitana non nasca nell’interesse esclusivo del Comune di Torino. Questa, in sintesi, è la richiesta che l’Associazione Identità Comune invia al presidente della Regione Sergio Chiamparino, all’assessore regionale Giovanna Pentenero, al sindaco di Torino e presidente della Città Metropolitana Piero Fassino, nonché al primo cittadino di Chivasso Liberto Ciuffreda e ai primi cittadini dei Comuni circostanti Chivasso, oltre ce ai consiglieri metropolitani Alberto Avetta e Mauro Marocco. L’associazione, nota per la sua lunga battaglia mai venuta meno per la realizzazione del progetto di stazione dell’Alta Velocità “Porta del Canavese e del Monferrato” che andrebbe a servire un’area vasta molto ampia (dalla direttrice Aosta – Ivrea sino al Casalese) questa volta solleva il caso della trattativa tra il Comune di Chivasso e Amazon per  un insediamento produttivo nell’area ex Lancia, alla quale si sarebbe sovrapposto l’intervento de Comune di Torino perché la multinazionale trovi la sua collocazione in un’area compresa nel capoluogo.

 

L’Associazione, nel chiedere che Torino faccia marcia indietro si interroga se la Città Metropolitana, in realta non rischi si veicolare “l’accentramento dei poteri delle, risorse e degli investimenti sulla Città di Torino, a scapito del territori circostanzi”. Poi Identità Comune, a dimostrazione che il Piemonte sarebbe Torino – centrico torna a fare un esempio su un argomento che le è assolutamente caro, quello dei collegamenti ferroviari: “Lo dimostra il fatto che in campo ferroviario si sia investito un miliardo di euro per l’interramento della ferrovia a Torino a fronte di investimenti pressoché nulli nelle strutture ferroviarie del resto della Regione, dove sono state chiuse 14 linee e quelle ancora aperte presentano stazioni inadeguate, impianti e armamenti vecchi, troppi passaggi a livello, binario unico e talora ancora trazione diesel”.E, di rimando, chiede con forza che il presidente della Città Metropolitana “si adoperi perché un’area fortemente in crisi come il Chivassese possa riuscire ad avere l’investimento di Amazon con la collaborazione ed il sostegno ella Città Metropolitana”. Chissà se Piero Fassino ascolterà questa doglianza o finirà nel cassetto dele buone intenzioni.

 

Massimo Iaretti