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Una regia vivace e coinvolgente

Iaia Forte nella Carmen di Martone

di ilTorinese pubblicato giovedì 21 aprile 2016

I ritmi dell’Orchestra di piazza Vittorio in scena al teatro Carignano

torino teatro

La Carmen su testo di Enzo Moscato e regia di Mario Martone sarà protagonista della settimana teatrale al Carignano di Torino dal 26 aprile al 1 maggio prossimi. Si tratta di un ritorno molto atteso, dopo una tournée di successo.

Mario Martone ha pensato di dar vita a una Carmen napoletana arricchita dai ritmi contaminati dell’Orchestra di piazza Vittorio, diretta da Mario Tronco, secondo i modelli del teatro musicale popolare, che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata. Il regista ha proposto a Enzo Moscato di scriverne il testo, chiedendone un copione in cui personaggi e dialoghi fossero ispirati alla tradizione, guardando, però, al contempo sia alla novella di Merimee’ sia all’opera di Bizet.

“Quel che mi ha sempre affascinato della novella – spiega Mario Martone – è il fatto che la vicenda sia stata rievocata da molti. L’hanno raccontata, infatti, Bizet, Rosi, Merimee’, Roland Petit, Dada Masilo. Come melodramma è assolutamente perfetto perché narra dell’amore sull’orlo dell’abisso e ha per protagonista una donna evoluta e impura, capace di trasformare tutto in desiderio, accettando il disgregarsi della vita come un evento inevitabile”.

Il mito di Carmen è raccontato in uno spettacolo di energia assoluta, musicale, seducente, in cui appare evidente l’omaggio a un autore come Raffaele Viviani, accanto a quello tributato a forme teatrali in grado di coinvolgere e travolgere logiche e comportamenti, come solo la sceneggiata sa fare. Mario Martone ritrova in questa regia la fisicità presente in alcuni suoi capolavori teatrali quali ” Tango glaciale”; la riscrittura è dovuta a Enzo Moscato, in un ardito napoletano dagli echi genettiani. Scene e costumi sono rispettivamente di Sergio Tremonti e Ursula Patzak. A interpretare Carmen una bella Iaia Forte, che rompe lo stereotipo dell’attrice eterea e filiforme.

Diversamente dall’originale, Carmen non muore. Fin dall’inizio la vediamo malandata, cieca, proprietaria di un bordello nei vicoli di una Napoli piena di diseredati, un relitto come lo è don José, in scena interpretato da Roberto Franceschi, nella vita ex marito di Iaia. Il passato furibondo e passionale che ancora li ossessiona prenderà forma tra rimorsi e tragedie, memoria e presente, in uno spettacolo che fa continuamente i conti con la città di Napoli.

Mara Martellotta