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PEZZI DI CARTA GRANDI O PICCOLI SU CUI "INCIDERE" I PROPRI DESIDERI. ANCHE QUEST'ANNO IL GIGANTESCO ABETE FA COMMUOVERE O SORRIDERE. MA SOPRATTUTTO FA RIFLETTERE SULLE PRIORITA' DELLA VITA

I sogni di Natale sono appesi all’albero di Porta Nuova

di ilTorinese pubblicato venerdì 26 dicembre 2014

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NATALE PN2NATALEPN3NATALEPN4NATALE PN 6porta nuova luciIn una realtà come quella di oggi in cui spesso sembra essersi un po’ perso il “vizio” di credere in qualcosa, affidarsi ad una tradizione come quella della letterina a Babbo Natale, specie per i più grandi, fa intuire come le persone abbiano ancora voglia e soprattutto bisogno di sperare

 

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Per chi ha sempre pensato che il Natale fosse una festività fatta principalmente per i giovani e giovanissimi e per chi fosse convinto che il suo rappresentante “doc”, il buon caro e vecchio Babbo Natale, fosse una figura ormai presente solo nella fantasia dei più piccini, anche quest’anno dovrà ricredersi.

 

Anche questa volta è stato allestito all’interno della stazione di Torino Porta Nuova, il gigantesco Albero di Natale che, come ormai accade da diversi anni, diverte, a volte commuove ma soprattutto, fa sognare sia grandi che bambini. Non solo luci splendenti e palline colorate, i veri addobbi che adornano e fanno risplendere (come nessun altro abete) il gigantesco albero, sono le lettere ed i bigliettini lasciati dalle persone sia di Torino ma anche provenienti da qualsiasi parte del mondo.

 

Pezzi di carta grandi o piccoli, alcuni strappati maldestramente dal quaderno della scuola o dalla propria agenda e tutti disposti più o meno ad altezza uomo, dove ognuno ha inciso i propri desideri, i propri sogni ma anche le proprie necessità. Lettere per un “Babbo Natale” che (strano ma vero) in un momento in cui il web la fa da padrone, non ha proprio nulla di virtuale.

 

Uno spaccato vivo della società, delle sue attese ma anche dei suoi rancori, dove torinesi, pendolari e turisti trovano nella tradizione cittadina del troneggiante albero di Natale, la possibilità di poter scrivere il proprio libro, aperto a tutti e soprattutto appartenente a chiunque. E’ stato ribattezzato “l’albero dei desideri e della speranza” perché quest’anno, forse più che nei precedenti Natali, gli autori delle lettere hanno accantonato la simpatia e le tante frivolezze, per concentrarsi su argomenti un po’ più seri come ad esempio la ricerca di un lavoro o la possibilità di avere una casa per sé e per la propria famiglia.

 

E se dietro ogni biglietto c’è la storia di qualcuno, così in ogni riga c’è la speranza di chi, scrivendolo e poi appendendolo, cerca in qualche modo di farsi sentire, quasi come se le bacheche virtuali del caro giovane Facebook in un momento tradizionale e particolare come quello del Natale, non bastassero più. Studenti, bambini, anziani, italiani ma anche stranieri, tutti autori di un riassunto romantico, divertente ma anche istruttivo che racconta la città e la gente che ne fa parte.

 

Dal malinconico “Romeo” che chiede di ricevere in dono il suo “amor perduto”, ai futuri maturandi del 2015 che un po’ spaventati ed un po’ spavaldi, chiedono la promozione “in blocco” per tutta la classe. Non mancano le grandi dichiarazioni d’amore e gli onnipresenti desideri “calcistici”, ma accanto a questi ci sono anche alcune augurate e tanto sperate guarigioni o semplici richieste di aiuto a causa di una crisi che c’è e si fa sentire.

 

Insomma sono solo desideri appesi ad un semplice albero, ma in una realtà come quella di oggi in cui spesso sembra essersi un po’ perso il “vizio” di credere in qualcosa, affidarsi ad una tradizione come quella della letterina a Babbo Natale, specie per i più grandi, fa intuire come le persone abbiano ancora voglia e soprattutto bisogno di sperare.

 

Quindi se passando davanti al gigantesco albero vi capitasse magari di vedere una ragazza con in mano un rossetto ed un foglio accartocciato, intenta a scrivere, forse pensando addirittura di non essere vista, non fatevi troppe domande ma sorridete: sta semplicemente esprimendo il suo desiderio.

 

Simona Pili Stella

 

(Foto: Essepiesse – il Torinese)

 

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