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VIAGGIO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

I progetti della giunta di Quagliuzzo

di ilTorinese pubblicato sabato 14 luglio 2018

Dallo scorso mese di giugno Quagliuzzo, comune dell’Unione delle Terre del Chiusella, ha un nuovo sindaco

A capo dell’amministrazione c’è Ernesto Barlese, al suo sesto mandato, dopo 4 passati all’opposizione ed uno, breve, come vice sindaco del suo competitor nella tornata elettorale, Pier Luigi Terzi. La vittoria, sua e di “Insieme per Quagliuzzo”, la lista civica che lo appoggiava, è stata netta: 151 voti pari al 70,89% contro i 62, pari al 29.105 dell’ex sindaco. Con Barlese, in giunta, ci sono il vice sindaco Albarosa Bertoli, già assessore nella giunta Terzi, e Rolando Giacoma, alla sua prima esperienza, dopo essere stato dirigente della Provincia di Torino. Li abbiamo incontrati in margine alla Conferenza Nazionale Anci dei Piccoli Comuni a Viverone che è stata l’occasione per tracciare un primo punto sulla nuova amministrazione.

Quali sono stati i vostri primi passi ?

Appena entrati abbiamo trovato il problema di doverci confrontare con la realtà del bilancio che ha numeri molto risicati. Stiamo lavorando per poter portare avanti alcuni progetti, dovendo stare con i piedi per terra e confrontarci con una realtà oggettiva. Tra le prime cose, avendo parlato con i cittadini l’appoggio alla nuova pro loco per farla ripartire.

Avete delle priorità ?

Certamente ci sono delle priorità individuate in alcuni progetti come la sistemazione viaria, il decoro del paese. E poi c’è il Museo a cielo aperto dei reperti morenici, fatto in modo tale che possa essere fruibile per tutti.

Quagliuzzo, Strambinello, Parella e Colleretto Giacosa sono quattro comuni che si trovano in un ambito territoriale molto piccolo. Non sarebbe meglio una fusione (Barlese è anche vice presidente dell’Unione dei Comuni delle Terre del Chiusella, ndr) ?

Adesso dobbiamo portare avanti l’Unione affinché il processo di collaborazione tra i Comuni continui. In questo ambito cercheremo di capire come proseguire all’interno e quali siano le possibilità e le ricadute di una fusione. Certamente una fusione a freddo non è la strada da seguire”.

Massimo Iaretti