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AL SALONE DEL LIBRO

I diversi volti della pace

di ilTorinese pubblicato martedì 15 maggio 2018

Tre sguardi, tre esperienze sui temi della pace, del disarmo mondiale, dei diritti, della democrazia. È quanto raccontato dai relatori che hanno partecipato all’evento “Facciamo la pace” al Salone del Libro


“Quest’anno ricorrono i 70 anni dall’entrata in vigore della Costituzione – ha ricordato il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti in apertura – dove c’è scritto chiaramente che il nostro paese ripudia la guerra. Le generazioni di oggi sono le prime a vivere senza aver vissuto un conflitto, l’Europa è in pace ma non lo è il resto del mondo. Ogni anno si spendono mille miliardi di euro per le armi e contemporaneamente ne destiniamo 27 per combattere la fame”.Di vero e proprio “nemico” ha parlato Daniele Santi, segretario generale di Senzatomica – campagna per il disarmo nucleare, riferendosi a un “modo di pensare globale che ragiona come se fosse impossibile prescindere dalle armi”. Santi ha partecipato all’incontro anche in rappresentanza di ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapon), organizzazione insignita del Nobel per la Pace nel 2017. ICAN è presente in 101 paesi nel mondo e ha svolto un ruolo fondamentale di sensibilizzazione per arrivare all’approvazione del Trattato per la proibizione delle armi nucleari, adottato dalle Nazioni Unite il 7 luglio 2017. “Il Piemonte brilla come regione capofila del disarmo – ha proseguito Santi – i consiglieri regionali hanno aderito alla campagna esponendo il logo di Senzatomica. Ma l’Italia deve fare di più, deve ratificare il trattato. Alcuni paesi, come la Norvegia, già vietano ai fondi pensione di investire in aziende produttrici di armi”. La mostra Senzatomica, ospitata a Torino a inizio 2018 grazie all’impegno dell’Assemblea piemontese, è stata esposta in 70 Comuni ed è stata visitata da più di 360 mila visitatori, per un terzo studenti. La Croce Rossa Internazionale svolge un lavoro di assistenza alle popolazioni nelle zone di guerra, “il nostro impegno viene dal cuore, è un obbligo morale – ha spiegato sorella Maria Marchegiani, delegata grandi eventi dell’ispettorato infermiere volontarie di Torino – portiamo professionalità di tipo sanitario, ma col tempo aiutiamo le persone a risolvere qualsiasi tipo di problema”. Attivismo civico, imprenditoria innovativa e azioni per l’integrazione economica sono stati al centro dell’intervento di Simona Colucci, project manager di Rena e del rapporto Same Project che ha analizzato l’esperienza di 100 imprese europee create da immigrati: “Il lavoro ha un ruolo fondamentale nel percorso dei migranti. Negli ultimi anni abbiamo visto politiche repressive verso i cosiddetti ‘migranti economici’ e politiche di accoglienza verso i rifugiati di guerra. Ma questo confine è sempre più sottile. I tassi di occupazione dei rifugiati sono bassissimi a causa dell’incertezza della loro situazione. Dobbiamo invece dare opportunità, valorizzare competenze, costruire legami e garantire accesso ai servizi. Le persone che arrivano oggi sono molto diverse da quelle che scappavano dei regimi del secondo dopoguerra, dobbiamo parlare di diritto alla migrazione perché ognuno ha diritto di perseguire i propri sogni e le proprie aspettative di vita in un modo di pace”.
“Solo in un mondo di pace potremo guardare con serenità al futuro”, la chiosa di Boeti che ha ricordato l’annullo filatelico del Consiglio dedicato al Sermig in occasione del Salone del Libro.

fmalagnino