Home » CULTURA E SPETTACOLI » I diversi modi di essere donna
Al convitto dei Santi Martiri di Via Barbaroux 30 una mostra dal titolo "PRESENZA/ASSENZA Femminilità a confronto"

I diversi modi di essere donna

di ilTorinese pubblicato martedì 6 marzo 2018

Arte contemporanea ed architettura rappresentano un binomio inscindibile, che trova un interessante punto di incontro e confronto nel progetto culturale curato da Giulia Turati e Iole Pellion di Persano, realizzato in collaborazione con Holding 18 Immobiliare e Giaquinto Architetti Associati. Si inaugura nella centrale via Barbaroux 30, a Torino, nel convitto dei Santi Martiri, giovedì 8 marzo, la mostra dal titolo “Presenza/Assenza. Femminilità a confronto”, visitabile dal 9 all’ 11 marzo prossimi. Le artiste che partecipano, Anna Canale, Aurora Paolillo, Grazia Amendola, Lina Fuca’, Stefania Fersini e Susy Gomez, propongono figure femminili in ogni loro accezione. Il risultato dell’esposizione è rappresentato dall’intrecciarsi di nuove interpretazioni, in un luogo ricco di presenze e significati.

I muri del convitto dei Santi Martiri recano ancora i segni del passato e si trovano, per la prima volta, a dialogare con l’universo femminile. Estetica, moda, differenze culturali, violenza nascosta e maternità diventano lenti per osservare universi inesplorati, mostrando la femminilità nei suoi limiti ma anche nella sua grandezza. Anna Canale, artista torinese, con esperienze tra grafica e teatro, presenta un’arte in cui il rigore estetico si affianca all’interazione con il pubblico. La presenza immateriale dei sentimenti compone l’installazione dal titolo “A lei” (2018), in cui le donne protagoniste vengono fotografate con il volto degli altri. Le carte ideate da Lina Fuca’ narrano i segni invisibili della violenza sulle donne. L’artista, scoperta dalla galleria Persanoe, è anche presente in mostra con due video capaci di catturare i piccolo gesti, l’amore materno e l’incontro tra culture diverse. L’ Opera di Susy Gomez, artista spagnola dalla carriera già avviata, comprende gigantografie contraddistinte da intense macchie di colore, che denunciano la smaterializzazione della donna in oggetto. La Gomez si confronta con la bellezza e le sue contraddizioni nei suoi vestiti- sculture pesanti come armature. La scultura è anche il tema ricorrente dell’opera di Stefania Fersini, che sperimenta l’arteIttiri iperealista, realizzando dipinti inconsci, esposti nell’originaria cappella, capaci di amplificare la superficialità dell’immagine femminile nella pubblicità. Il rapporto con il contesto architettonico compare nell’opera di Grazia Amendola che, partendo dai volumi ritrovati nelle librerie dei gesuiti, sviluppa due progetti, di cui il primo presenta una serie di calchi di seni diversi, quali unica testimonianza di una conversazione avvenuta tra l’artista ed alcune donne. Il secondo vede incisi messaggi sulle saponette recuperate nei bagni del convitto. Le opera di Aurora Paolillo, infine, sono dense di metafora, di fiducia e rispetto nella relazione con l’altro.La mostra ” Presenza assenza. Femminilità a confronto” vuole essere una riflessione sui diversi aspetti dell’essere donna. Ricordando le parole di una grande artista, Marlene Dietrich, in fondo la femminilità “è il bene più prezioso di una donna, il campo magnetico nel quale l’uomo viene attratto”. E questa mostra riesce in pieno a dimostrarlo.

 

Mara Martellotta