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I consiglieri se li tagliano. Gli emolumenti, del 10%

di ilTorinese pubblicato martedì 4 novembre 2014

consiglio X 1park2E il capogruppo Pd Gariglio vuole accelerare l’iter della riduzione dello stipendio al livello dei sindaci delle grandi città

 

 

Il clima di virtuosismo antipolitico e la voragine delle casse regionali, con la conseguente necessità di raschiare il barile, stanno dando i loro frutti. E così la “casta” regionale fa a gara a chi riesce a tagliare di più introiti e benefit vari legati all’attività politica. Sarà difficile, ma chissà che l’opinione pubblica prima o poi non si ritenga soddisfatta.

 

IL COMUNICATO STAMPA DEL CONSIGLIO REGIONALE

 

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità dei votanti la proposta di legge dell’Ufficio di presidenza – primo firmatario il presidente Mauro Laus – per un taglio immediato del 10% delle indennità dei consiglieri regionali.

 

È stato anche approvato, sempre all’unanimità dei votanti, un ordine del giorno collegato, primo firmatario il presidente del gruppo consiliare Pd Davide Gariglio, che impegna i presidenti di Giunta e Consiglio regionale “ad avviare un confronto con il Governo e con la Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali e la Conferenza dei presidenti delle Giunte regionali al fine di anticipare la modifica della Costituzione e permettere di definire gli emolumenti dei componenti degli organi regionali nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione”, oltre a modificare coerentemente gli oneri previdenziali, assistenziali e assicurativi.

 

Il relatore di maggioranza della proposta di legge, Domenico Ravetti (Pd) ha affermato che il senso del provvedimento è quello di “avviare una prima discussione sul compenso per la nostra attività perché a questo fattore si possa levare presto lo stesso alone di quei privilegi che abbiamo deciso di abbattere nella logica sostenibile del buon senso. Certamente il contenimento dei costi della politica non cambia il destino di una comunità, ma almeno è un inizio. Questo è il primo passo verso l’obiettivo finale, i cui effetti vorremo fossero esigibili a partire dai primi mesi del 2015, che è quello enunciato più volte e che ha come riferimento il costo del sindaco per il Comune capoluogo di Regione”.

Secondo il capogruppo M5S, Giorgio Bertola, intervenuto subito dopo la relazione, “i conti della Regione sono in una situazione grave con un disavanzo mostruoso di 2,6 miliardi di euro, come risulta dal giudizio di parificazione del rendiconto.  Errato aspettare la soluzione da Roma per portare l’indennità dei consiglieri a livello di quella del sindaco del capoluogo, come già detto da Renzi e ripreso dai presidenti Chiamparino e Laus. La nostra proposta avrebbe lasciato solo i rimborsi per 4.400 euro netti al mese. Siamo disponibili anche ad emendare la vostra proposta di legge sostituendo 10% con 50%”.

 

Nel corso del dibattito sono stati infatti presentati anche alcuni emendamenti che sono stati tutti respinti. Tuttavia la maggioranza e lo stesso vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, si sono impegnati a valutare attentamente il contenuto delle proposte volte a ridurre i costi della macchina regionale per le riforme che a breve verranno formulate dall’Esecutivo.

 

Tra i molti intervenuti Gian Luca Vignale (FI) ha rilevato “il Consiglio regionale ha ridotto negli ultimi 5 anni il proprio bilancio del 40% dimostrando un’efficienza che se fosse attuata in Giunta risolverebbe probabilmente i problemi economici della Regione. Dobbiamo fare attenzione alla demagogia e garantire l’indipendenza, voluta dai padri costituenti, al personale politico. I gruppi ormai hanno obiettive difficoltà ad operare”.

 

Nella dichiarazione di voto del gruppo FI, il suo presidente Gilberto Picchetto, d’accordo con la riduzione ha però insistito sul pericolo che si turbi “l’indipendenza e l’autonomia dei rappresentanti eletti all’Assemblea legislativa, per avere un titolo sui giornali: stiamo scherzando col fuoco. C’è chi è morto per la democrazia in questo Paese, ma c’è chi ha detto oggi che non serviamo a nulla”.

 

Alfredo Monaco (Scelta civica) ha dichiarato che “questa proposta di legge è un primo step per dare un segnale di buona volontà alla cittadinanza. Gli emolumenti dei consiglieri dovrebbero essere collegati alla qualità ed alla quantità del nostro lavoro”.

 

Per Marco Grimaldi (Sel) “fare politica è una gratificazione. Ridurre le sedi e azzerare gli sprechi non basterà a salvare il Piemonte. L’austerità è accettabile solo con giustizia ed equità. Noi, come i dirigenti della macchina amministrativa, dobbiamo dare un contributo per la crisi. Il 10% è solo un inizio in attesa che arrivi l’equiparazione al sindaco capoluogo”.

 

Il capogruppo del Pd, Davide Gariglio, ha lamentato che “è stata persa una occasione impiegando una intera giornata di lavoro parlando della diminuzione dei nostri emolumenti. Il mondo fuori si attende ben altro. Votiamo in fretta e passiamo oltre e mettiamo anche mano a questo regolamento dell’Assemblea, per avere tempi ben diversi di discussione come al Parlamento europeo”.

 

“Dobbiamo rispondere alle aspettative della società civile – ha affermato Mario Giaccone (Chiamparino per il Piemonte) –  affinché la politica produca risultati per il bene di tutti. Convinto sostegno del mio gruppo a questo provvedimento in attesa del secondo. Questo è un atto opportuno ma non risolutivo. La sobrietà va estesa anche agli altri vertici della macchina regionale”.

 

Gianna Gancia (Lega Nord) ha respinto “la dicotomia tra cattivi politici e buoni cittadini vessati dalla Regione o dagli altri enti di governo. Non dobbiamo lanciare messaggi che possano mettere in pericolo la democrazia. I cittadini in realtà vogliono efficienza. Il mio gruppo non parteciperà al voto”.

 

Gianpaolo AndrissiStefania BatzellaDavide BonoMauro CampoFrancesca FredianiPaolo Mughetti e Federico Valetti (M5S) sono intervenuti appoggiando le tesi del capogruppoBertola. Per Forza Italia è intervenuto anche Diego Sozzani mentre, Maurizio Marrone (F.d’I.), ha provocatoriamente chiesto con un emendamento l’azzeramento dell’indennità.

 

Per la maggioranza hanno parlato anche Paolo AllemanoAndrea AppianoVittorio BarazzottoAntonio Fermentino e Valter Ottria (Pd).

 

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