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UN NUOVO STRUMENTO DI RENDICONTAZIONE

I cittadini approvano il bilancio Pop

di ilTorinese pubblicato martedì 5 luglio 2016

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Di Paolo Pietro Biancone*

Dallo scorso anno la Città di Torino si è dotata di un nuovo strumento di rendicontazione chiamato Popular Financial Report (PFR). Ereditato dai Paesi Anglofoni dove è già diffuso nel 60% delle municipalità, il PFR è interessante per la diffusione delle attività realizzate e dei risultati raggiunti in termini quantitativi e qualitativi dalla Città, intesa come gruppo di aziende connesse e impegnate a erogare servizi pubblici. Con un linguaggio semplice, lineare, accompagnato da grafici esemplificativi il PFR permette alla cittadinanza una veloce lettura della complessa macchina pubblica. Abbiamo la possibilità di individuare in un unico documento le partecipazioni in altre società o enti pubblici, le responsabilità di realizzazione dei servizi, gli incassi e gli investimenti della Città. Al fine di migliorarne i contenuti il Gruppo di ricerca del Dipartimento di Management dell’Università, in collaborazione con il Comune di Torino, ha diffuso Il questionario presente sulla piattaforma informatica del Dipartimento di Management al link http://www.management.unito.it/do/forms.pl/Search?search=categoria%3A%22Questionari%22&title=Questionari a diversi interlocutori. Il questionario è formato da 25 domande chiuse e 5 domande aperte. Attraverso un’analisi di tutti quelli che erano i portatori di interesse per area tematica (servizi e politiche comunali), è stato possibile definire un elenco di soggetti coinvolti a diverso titolo nella gestione della Città. Al primo posto troviamo la Cittadinanza, coinvolta attraverso il voto nella scelta della gestione. La cittadinanza comprende diverse categorie molto eterogenee tra di loro tra cui giovani, anziani, donne, nuclei famigliari, studenti universitari, stranieri residenti, volontari. A questo primo gruppo di interesse si affianca quello dei dipendenti e collaboratori della Città di Torino formata appunto da dipendenti, da amministratori, da revisori della Città; alcuni di questi sono residenti a Torino ma molti influiscono sulla gestione della Città e sono interessati all’andamento non tanto per l’espressione di voto quanto per la possibilità gestionale della macchina pubblica. Il terzo importante gruppo sul quale si è focalizzata l’attenzione, perché è quello che può influenzare sia a livello legislativo che a livello economico l’andamento della Città, è formato da Regione, Enti Commerciali, Società ed Enti del Gruppo Consolidato della Città, Associazioni e Associazioni. L’ultimo gruppo è quello che non ha di norma espressione di voto, ma le cui azioni e la cui fiducia può influenzare notevolmente l’opinione della cittadinanza o le regole della gestione. I questionari raccolti in circa tre mesi di diffusione sono stati 749. Il campione è formato per lo più da uomini 38,78%, Donne 70% e Transgender per il restante 1,22% . Il 96,59% è di origine italiana mentre solo il 3,41% è di origine straniera. La residenza degli intervistati è residente a Torino o in provincia e ha un livello di istruzione pari al Diploma di Scuola Superiore Secondaria con un’alta percentuale di laureati . Il 51,42% del campione è formata da persone con un lavoro continuativo contro il 4,18% delle persone con un lavoro saltuario e il 43,45% di studenti. Il campione può essere stato influenzato dai canali di diffusione tra cui il sito dell’Università di Torino e l’intranet della Città. Solo l’1% del campione è formato da inoccupati e pensionati. Le due fasce d’età che hanno risposto maggiormente al questionario sono state quelle comprese tra i 21 e i 30 anni e quelle tra i 51 e il 60 anni .

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I risultati del questionario indicano alcuni aspetti interessanti e, in alcuni casi, esprimono le esigenze del cittadino. Il 65,12% della popolazione è riuscita a comprendere gli obiettivi del Popular Financial Reporting; il 40,77% della cittadinanza pensa che il linguaggio sia comprensibile contro il 55,40% che lo trova comprensibile con margine di miglioramento. Interessante è la connessione tra il grado di comprensione del documento e il livello di istruzione, i soggetti che hanno maggiore difficoltà sono quelli con un livello di istruzione inferiore (scuola primaria di 1° grado). I soggetti che hanno risposto al questionario pensano che i grafici e le tabelle permettano una facile comprensione del documento. Solo il 13,60% legge regolarmente in maniera autonoma il bilancio della Città di Torino; il dato può essere sicuramente influenzato dal numero di dipendenti che hanno risposto al questionario. Anche in questo caso, la popolazione con un basso livello di istruzione è quella che non legge il bilancio della Città. Il 64,46% della popolazione capisce il bilancio con qualche difficoltà di interpretazione, il 20,75% lo comprende completamente contro il 13,79% che capisce completamente le informazioni fornite. Nonostante ciò il 60,91% degli intervistati capisce l’importanza di avere a disposizione il Bilancio nel Popular Financial Report per comprendere meglio i valori quantitativi e qualitativi ad esso affiancati. Il 56,23% ha una visione completa dei servizi erogati dalla Città attraverso il documento, il 41,14% pensa che la visione d’insieme fornita sia parziali e solo il 2,63% pensa che il documento non fornisca una visione d’insieme (Figura 5). Ma la maggior parte (65,79%) pensa che il documento fornisca una maggiore trasparenza delle attività svolte dall’ente locale e una maggiore consapevolezza (73,75%) dei servizi erogati dalla Città.

Il questionario mette in luce due punti essenziali per migliorare e incrementare il documento secondo le esigenze, queste sono una maggiore rappresentazione di informazioni qualitative fornite sui servizi erogati del Gruppo Consolidato della Città di Torino mentre non si vuole una diminuzione dei contenuti messi ad oggi a disposizione nella prima versione. Le tre tematiche di maggiore interesse che saranno da ampliare ulteriormente sono in ordine entrate e spesa della Città (62,10%), politiche sociali (49,93%), cultura e turismo (49,79%). Minore interesse invece è dato ai servizi di avvocatura della Città, mobilità e politiche verso gli animali. Grazie alle domande aperte abbiamo interessanti spunti di tipo qualitativo quali ad esempio il futuro titolo in italiano del documento, quali ad esempio: Bilancio Trasparente, Bilancio Popolare, Bilancio Free, Bilancio POP, Bilancio Finanziario Popolare, Rendiconto Popolare per i Servizi al Cittadino, Reportage Popolare Finanziario, Rendiconti Torino. Maggiore attenzione sarà rivolta anche al prossimo piano di diffusione, la maggior parte degli intervistati ha individuato, come principali canali, il sito istituzionale della Città, i Social Network e i l’ufficio stampa dell’Università e delle Società ed Enti del Gruppo. Tra i consigli possiamo individuare tra i canali innovativi anche un’applicazione per cellulari per la diffusione dei contenuti, la consegna diretta a casa, alle fermate dei pullman, su canali di youtube, sito web dedicato e attraverso una serie di incontri pubblici e dai parrucchieri. Tra le maggiori informazioni e tematiche richieste, le politiche di assunzione comunali, l’accesso ai disabili, le responsabilità nominali di assessori e manager nelle politiche di spesa e rapporti con le partecipate del Gruppo Consolidato. L’innovazione parte dal bilancio.

*Presidente del corso di studi in Professioni Contabili e Coordinatore del corso di Dottorato in Business Management dell’Università di Torino