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Chiamparino: "Quanto accaduto oggi pomeriggio in Consiglio comunale è un segnale di inaffidabilità"

I 5 cerchi non mettono d’accordo i 5 stelle, salta il numero legale e si blocca la Sala Rossa

di ilTorinese pubblicato lunedì 12 marzo 2018

Quattro   consiglieri   della    maggioranza  pentastellata non   si   sono presentati in consiglio comunale, costringendo alla sospensione della seduta per mancanza di numero legale: la prima volta che accade da inizio consiliatura, mettendo in evidenza le spaccature tra i 5 stelle sul delicato tema della candidatura per i Giochi invernali 2026, per la quale il leader Beppe Grillo si era invece detto favorevole. L’episodio ha suscitato una forte polemica politica

Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino: “Quanto accaduto oggi pomeriggio in Consiglio comunale è un segnale di inaffidabilità del Movimento 5 Stelle di fronte a scelte strategiche per il futuro della nostra comunità, e di scarsa considerazione per tutti i torinesi che vedono nella candidatura una nuova opportunità per la città, nonché per tutti i Comuni olimpici che hanno già dato ampi segnali di disponibilità a partecipare alla messa a punto del progetto. La scelta di disertare un luogo di confronto pubblico e istituzionale, oltre a impedire le decisioni della Sala Rossa, rischia di dare il segno di una comunità divisa, che è l’esatto opposto di quel saper fare squadra che ci portò compatti alla candidatura, all’assegnazione e alla realizzazione dell’esaltante stagione olimpica di Torino 2006. Bisogna quindi fare uno sforzo per dare al mondo sportivo italiano e al nuovo governo il segnale netto di una comunità che crede fino in fondo alla propria candidatura: dal canto mio, sono pronto a fare fino in fondo la mia parte.”

“All’Appendino non basta Grillo: chi pensava che bastasse lui per dissipare le contraddizioni interne al Movimento Cinque Stelle si é sbagliato di grosso. Ora l’unica soluzione é che la Regione Piemonte convochi il consiglio aperto che domando da settimane per sbloccare la situazione”. Ad affermarlo é il vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino e neodeputata di FI che da tempo sollecita un confronto nell’assise regionale alla quale partecipino anche gli enti locali presenti nelle Valli olimpiche.

Silvio Viale, del Comitato nazionale di Radicali Italiani e dell’associazione radicale Adelaide Aglietta  propone un referendum: “Suggerirei ai 5stelle, maestri di demagogia sul consultare i cittadini, di prendere esempio da Innsbruck, la cui proposta di candidarsi per le Olimpiadi invernali del 2026 è stata sottoposta a referendum. Potrebbe essere un referendum cittadino o metropolitano. A Innsbruck, per la cronaca, ha vinto il no di poco, 53,35% contro il 46,65% di sì. Hanno partecipato i 279 comuni del land austriaco. Nella città di Innsbruck hanno vinto i contrari (67,41%.). Nel resto del Land hanno vinto i favorevoli. Mi permetto di proporlo alla Sindaca e ai Pentastellati che evidentemente sono divisi sul tema”.

Mauro Marino, senatore del Pd: ” è venuto a mancare il numero legale. Questo dopo che nelle ultime settimane si è registrata la disponibilità di tutte le forze di opposizione e della società civile a mettere da parte ogni tipo di polemica politica e guardare, insieme, all’obiettivo, per il bene della Città; dopo che addirittura Beppe Grillo, capovolgendo quanto sostenuto lo scorso anno in occasione della candidatura di Roma, ha definito le Olimpiadi del 2026 come un’occasione di rilancio per Torino. La Sindaca deve prendersi la responsabilità di agire o abbandonare questa idea per rincorrere i capricci di una maggioranza irresponsabile. Vedremo se prevarrà l’interesse dei cittadini o quello del
Movimento.

Afferma invece la consigliera di Torino in Comune Eleonora Artesio. “Per il Gruppo consiliare di Torino in Comune ci sono questioni imprescindibili: la compatibilità  ambientale e la sostenibilità economica. Non basta annunciare la riduzione delle emissioni o l’efficientamento energetico degli edifici, come fatto a Vancouver nel 2010, se non si intravedono ragionamenti sulla particolarità dello spazio alpino: il sempre maggior numero di competizioni di cui non si conosce l’entità al momento della candidatura e le conseguenze connesse di consumo di superficie per impianti e accessi sono compatibili – anche nel periodo post olimpico – con gli interessi e le vocazioni di quei territori montani? Le aspettative di redditività economica sono confortate da qualche studio sullo sviluppo a lungo termine per la Regione ospitante, dopo la crescita dell’edilizia e del turismo indotte dalle opere e dai Giochi? Anche l’edizione ecocompatibile di Vancouver ha accumulato un debito per i costi della sicurezza; quintuplicati rispetto alla previsione di bilancio”. “Se questo è il principio del percorso che ci dovrà portare a ospitare per la seconda volta i Giochi Olimpici Invernali, non nascondo tutta la mia preoccupazione. Ancora una volta l’ideologia di pochi rischia di precludere per tutti un futuro di sviluppo e crescita come città, e mette a repentaglio la possibilità di tornare a occupare un posto di primo piano nella vetrina internazionale. I Moderati sono al cento percento favorevoli al ritorno dei Giochi Olimpici Invernali sotto la Mole. Siamo disponibili, in quanto forza politica responsabile, a dare il nostro apporto per portare a casa l’obiettivo”, sostiene Silvio Magliano, Capogruppo dei Moderati.

Per il capogruppo di Forza Italia, neoeletto in Parlamento, Osvaldo Napoli: “Chi semina vento raccoglie tempesta, dice un adagio popolare: e a Torino i Cinquestelle hanno seminato il vento del radicalismo e dell’estremismo, ma la tempesta provoca danni e i cocci toccano a Torino e ai torinesi. Il M5s si è spaccato in modo netto al punto che è saltato il Consiglio comunale per mancanza del numero legale. Da tempi non sospetti avevo sollecitato il sindaco Appendino a imboccare una svolta coraggiosa e a sottrarsi all’ingessatura imbarazzante dell’ideologia grillina dando vita a una giunta aperta alle energie civiche e alle forze migliori della società torinese. Come si dice, però, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il risultato è sotto i nostri occhi e si manifesta nelle macerie politiche in cui la giunta grillina ha ridotto Torino. Dopo aver a lungo oscillato, lasciando spazio a tutte le posizioni, da quelle più ragionevoli a quelle più radicali e ideologizzate, ecco che al momento di assumere le decisioni importanti sulla presentazione della candidatura di Torino per le Olimpiadi invernali del 2026, il gruppo consigliare di M5s si è spaccato in modo fragoroso”.

La prima cittadina Chiara Appendino sul coinvolgimento della Città in tema olimpico: “Non è una candidatura, ma si tratta di una manifestazione di interesse e mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, segnaleremo  con una lettera al Coni l’interesse della città”. 

 

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