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Ai tempi di Chiamparino sindaco l'università di Torino analizzò chi e soprattutto quanti furono gli amministratori delle cosiddette partecipate

Gtt, è questione di stile

di ilTorinese pubblicato venerdì 18 maggio 2018
STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
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GTT approva il bilancio con 58 milioni di perdita. Spa ad intero capitale pubblico. Walter Ceresa riconfermato come presidente ed amministratore delegato. Mi sembra ovvio, squadra che vince non si cambia. No? Del resto Ceresa che c’entra? Scelto da Piero Fassino, riconfermato ripetutamente da Chiara Appendino. Ma la sindaca non doveva ribaltare tutto come un calzino? Ma tra il dire e il fare… Vizio ormai antico dei grillini che, vinte  le elezioni, hanno scelto di non attraversare il mare stando da questa parte della sponda. Ma forse c’ è qualcosa di più.  Ai tempi di Chiamparino sindaco l’università di Torino analizzò chi e soprattutto quanti  furono gli amministratori delle cosiddette partecipate.  Dai tempi di Castellani erano gli stessi che ” giravano ” tra i vari enti. Si delineò  il cosiddetto sistema Torino, un blocco di potere tendente a scegliere i manager perché appartenenti a tale sistema. Competenze? Magari venivano dopo, tanto con la copertura del denaro pubblico le magagne erano prontamente edulcorate. Walter Ceresa non sfugge a questo identikit. Con qualcosa di più. Arriva da una storica famiglia di industriali del petrolio che oltre ad essere aderente all’Unione industriali era anomala perché si trattava di imprenditori “fiancheggiatori” del PCI. Oltre che industriale, frequentatore del gruppo di potere torinese della seconda repubblica. E Piero Fassino lo sceglie per questo delicato compito. Addirittura diventa amministratore unico. Tutto il potere aziendale nelle sue mani. Si parla di piano industriale. Si vuole licenziare, ma lui inamovibile è difeso a spada tratta da Chiara Appendino.  Ma lei non doveva cambiare tutto? Sui problemi dei trasporti Ceresa non ha dubbi: tutta colpa degli amministratori pubblici precedenti. Chiaramente ingrato verso Piero Fassino e molto, ma molto polemico verso il precedente assessore Lubatti. Lui? Solo un esecutore. Ed i pentastellati (disciplinati ed ultimi vetero – comunisti) gli credono pure. Così avanti con i licenziamenti, ma lui non si tocca. Eppure i comuni dell area metropolitana, Regione e garante dei trasporti hanno ripetutamente chiesto alla sindachessa la sua rimozione. Anche, penso, per una questione di stile. Squadra che perde? Bisogna cambiare allenatore. Forse  Appendino non ha alternative. Forse, ma  è la stessa Appendino membro della commissione bilancio del Comune quando era all’opposizione.  E che i conti non tornassero in GTT era di dominio pubblico. O forse aveva già le idee chiare: rivoltare tutto come un calzino era un modo di dire. Lei che arriva dal mondo confindustriale da dove arriva Walter Ceresa.

 

Patrizio Tosetto