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INTERVENGA IL GOVERNO

Grimaldi: caro Presidente, cara Sindaca, il tempo dei CIE è scaduto

di ilTorinese pubblicato martedì 12 luglio 2016

Lunedì, per l’ennesima volta dall’inizio della legislatura, il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha visitato il Centro di Identificazione ed Espulsione di corso Brunelleschi, accompagnato dalla consigliera comunale Eleonora Artesio e dall’Onorevole Giorgio Airaudo.

GRIMALDIDalla relazione del Garante Regionale dei Detenuti si poteva già apprendere che al 18 marzo il centro era pieno, con 62 detenuti, poiché in seguito a incendi e danneggiamenti molte delle aree sono rimaste inagibili e i 180 posti di capienza si sono ridotti a 62. Oggi i trattenuti sono quarantaquattro, con quaranta persone tra gli operatori del soggetto gestore, forze di polizia ed esercito che regolarmente turnano per garantire il funzionamento della struttura. Come il gruppo SEL e molti soggetti suggeriscono da tempo, le identificazioni degli ex carcerati potrebbero avvenire per lo più in carcere, evitando un inutile prolungamento della pena. Oggi la maggior parte dei presenti è rinchiusa in base agli Art. 13, 14 o 15 del Testo Unico sull’immigrazione (Dlgs 286/98), per reati amministrativi, per lo più per assenza di documenti. Il 20% dei detenuti viene generalmente rilasciato, mentre l’80% rimpatriato; i tempi medi di permanenza sono di 15/20 giorni, tuttavia oggi erano presenti diversi casi di richiedenti asilo e permesso umanitario per i quali i tempi si dilatano anche di alcuni mesi.

Il problema di riempire con attività il tempo dell’attesa è in parte insolubile. Ma soprattutto, perdere la libertà perché privi di documenti (in particolare permessi umanitari) e attendere febbrilmente di conoscere il proprio destino, con la probabilità alta di dover tornare in un Paese da cui si è fuggiti o addirittura, a volte, in cui non si è mai stati, venire separati della propria famiglia, dopo aver magari vissuto esperienze fortemente traumatiche: questo è inconcepibile.

Secondo i rappresentanti della delegazione, “non si tratta di migliorare le condizioni di vivibilità del centro. Si tratta di chiuderlo. I CIE sono fra i più grandi fallimenti della nostra recente storia. Un’orrenda vicenda italiana dentro una catastrofe europea e mondiale”. Non a caso la Regione, a gennaio dello scorso anno, ha chiesto l’immediata chiusura di corso Brunelleschi e la cancellazione della legge Bossi-Fini. Precedentemente il Comune si era espresso per il superamento della struttura.

“Ci allarmano le voci secondo cui si intende nuovamente rendere operative tutte le zone del Centro” – dichiara Grimaldi. – “Abbiamo assistito in questi anni a rivolte e disagi; sebbene si siano spesi più di 20milioni di euro, questo spazio ha dimostrato tutte le sue lacune in termini umanitari e di sicurezza. Nonostante ciò, invece di cessare l’attività, è rimasto l’unico CIE di tutto il Nord Italia. Per questo chiediamo alla Sindaca e al Presidente della Regione, che hanno votato in prima persona gli atti da noi proposti in Comune e in Regione, di tornare con noi in visita in corso Brunelleschi e ribadire ufficialmente al Governo che quegli atti vanno presi sul serio. Chiudiamo questo capitolo, il tempo è scaduto”.