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MENTRE CHIAMPARINO AUMENTA LE TASSE IL SINDACO CERCA SCONTI PER I COMUNI DAL GOVERNO

Il grido di dolore di Fassino: “Tagli di Roma insostenibili”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 5 novembre 2014

chiampafassinoIl sindaco: “Si rischia di scaricare sul territorio una manovra francamente insostenibile. Noi non vogliamo né ridurre i servizi né aumentare il prelievo fiscale»

 

I Comuni e ciò che resta delle Province sono stati ricevuti dalle commissioni  bilancio della Camera e Senato. La preoccupazione per i tagli indicati dal governo è grande: «Il taglio di 1 miliardo per città e province rischia di far partire in default questi enti: chiediamo al governo di valutare una serie di elementi correttivi alla manovra». Lo sostiene Piero Fassino, sindaco di Torino e presidente dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani. “Si rischia di scaricare sul territorio una manovra francamente insostenibile. Noi non vogliamo né ridurre i servizi né aumentare il prelievo fiscale».

 

Sull’aumento delle tasse lo vada a spiegare al suo collega Sergio Chiamparino, governatore del Piemonte e presidente della Conferenza delle Regioni che, proprio ieri, ha annunciato una stangata su Irpef e bollo auto. Del resto i conti regionali sono in profondo rosso e la Giunta deve trovare soluzioni al dissesto. Chiamparino ha dichiarato che a Palazzo Chigi  le proposte piemontesi e delle altre regioni, non vengono presentate “con il cappello in mano”, ma attraverso un dialogo alla pari. 

 

A parere di Fassino, che ha espresso comunque soddisfazione per le prime timide aperture romane “con la legge di stabilità il sacrificio per i comuni italiani ammonterà a circa 3,7 miliardi di euro». «Le province uscenti sforeranno quasi tutte il patto di stabilità perché se non lo fanno non riescono a sbrigare nemmeno la manutenzione minima» sottolinea il primo cittadino di Torino chiedendo l’inserimento nella legge di Stabilità di «elementi correttivi per renderla sostenibile per fare in modo che preveda il superamento tutti i vincoli ordinamentali di cui siamo stati caricati».