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Ucciso dai fascisti aveva molti nemici anche nei comunisti per il suo innovativo pensiero

Gramsci “dimenticato”. Chi non conosce la storia non progetta il futuro

di ilTorinese pubblicato sabato 13 maggio 2017

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto

I Quaderni dal Carcere  di Antonio Gramsci vennero pubblicati per la prima volta interamente da Laterza, per volontà di Palmiro Togliatti. Il segretario del PCI fu accusato di aver politicamente manipolato alcuni atti politici di Gramsci, in particolare le lettere omesse dal Migliore di critica a Stalin.  Davide Lajolo ripetutamente chiese a Togliatti se fosse  vero o falso. Dopo alcuni dinieghi arrivo l’infastidita risposta: io so una cosa, se Gramsci fosse vissuto in URSS non sarebbe ritornato vivo in Italia. Ucciso dai fascisti aveva molti nemici anche nei comunisti per il suo innovativo pensiero. Questo è stato il Novecento.  Secolo di innovazioni, di rivoluzioni e di grandi tragedie.  Con Gramsci, la sua città, Torino.  Torino che gli dava l’ orizzonte per il suo agire politico ed il suo pensiero.  Come mai solo il 9 maggio è stato ricordato? Tutta l’Italia e tutto il mondo l’ha commemorato nell’ottantesimo anniversario della morte: 27 Aprile 1937. Perché nessun esponente della maggioranza pentastellata era presente? Con la fascia tricolore solo Eleonora Artesio. Semplicemente perché lei ha sollecitato e voluto questa annuale ricorrenza.  E perché, forse, la Sindaca e il Presidente del Consiglio manco sapevano dell’evento. Scandalizzato?. Un po’ me lo concederete. Perché? E’ un dovere per un amministratore della nostra città conoscere la Storia di Torino. Se non ci fosse Eleonora Artesio abbiamo il sospetto che neanche ci sarebbe stata la commemorazione.  Meglio tardi che mai. ma ammettiamo di non accettare la logica del meno peggio, ricordando che come non c’è limite al meglio, non c’ è limite al peggio. Ad oggi, dai tempi di Fassino o di Chiamparino le cose sono peggiorate. Non c’è tanto da essere preoccupati per la dimenticanza del passato. Ma per le occasioni per  il futuro, perché conoscenza e sapere sono il futuro  nostro e dei nostri figli.