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NOSTRA INTERVISTA CON IL PAPA' DELLA CAMPIONESSA

Giorgio Cagnotto, il difficile mestiere di padre – allenatore

di ilTorinese pubblicato lunedì 15 maggio 2017

Ai Campionati italiani assoluti di tuffi che si sono svolti a Torino, nel fine settimana scorso, si è chiusa, in una Piscina Monumentale gremita di spettatori, la carriera di Tania Cagnotto, un percorso splendido, ricco di successi, soddisfazioni e emozioni, culminata nel doppio successo olimpico: il bronzo individuale nel trampolino da 3 metri e l’argento in coppia con Francesca Dallapè nel trampolino 3 metri sincronizzato.

All’ultima gara di Tania ha assistito, ancora una volta, suo padre e il suo allenatore Giorgio Cagnotto che, l’ha seguita per tutta la carriera: dai primi tuffi fino ai successi internazionali e che, prima di lei, aveva conquistato quattro medaglie olimpiche: due argenti, nel 1972 e nel 1976, e 2 bronzi, nel 1972 e nel 1980.

E’ stato più difficile essere il padre di Tania o il suo allenatore?

Sono state due strade parallele. Non ho avuto problemi nel conciliare i due ruoli. Tania, da piccola, si divertiva a tuffarsi e mi sono divertito anch’io a seguirla, poi, con il trascorrere del tempo, ci siamo trovati a gestire appuntamenti sempre più importanti e siamo riusciti a farlo nel modo migliore, come dimostrano i risultati.

Il momento più complicato nella carriera agonistica di Tania sono state le Olimpiadi di Londra. Come è riuscito a sostenerla e a supportarla e a preparare le gare di Rio?

Londra  è stata una vera batosta per noi perché quando un’atleta sfiora due volte il podio e non riesce a conquistare la medaglia si trova a vivere una situazione difficile, di scoramento e di delusione, ma ho sempre creduto che lo sport debba essere praticato con amore e passione e Tania, che ama tuffarsi esattamente come me, è riuscita a raddrizzare la schiena e a lavorare intensamente nel quadriennio che la separava da Rio. Ha ricominciato da capo e non  è andata alle Olimpiadi di Rio con l’intenzione di riscattarsi, bens?di fare due buone gare. Direi che  è riuscita nell’impresa.

Che cosa farà Tania adesso?

Nell’estate scorsa Tania si è sposata e vedremo se hanno intenzione di avere dei figli. So che vuole restare nell’ambiente. Le  è stato proposto di fare la telecronista ai Mondiali di Budapest e sono sicuro che si divertir? Solo il tempo ci potrà dire se Tania ha la stoffa per essere un’allenatrice. Io potrò sicuramente darle dei consigli, ma adesso  è grande, sa camminare con le sue gambe e sarà lei a decidere che cosa fare della sua vita.

Nel panorama italiano dei tuffi ci sono giovani promesse che potranno, in futuro, non dico essere la nuova Cagnotto, ma tenere alti i colori azzurri?

In tutti gli sport ci sono alti e bassi. Stiamo lavorando nel reclutamento dei giovani. Ci paragoniamo ai pescatori di perle che si immergono con la consapevolezza che soltanto rarissime ostriche contengono una perla e anche per gli atleti è così, soltanto pochissimi hanno la stoffa dei campioni. Penso che la nostra attività di preparazione potrà dare i suoi frutti non tanto in vista delle Olimpiadi del 2020, piuttosto per quelle del 2024.

Lei ha vissuto le Olimpiadi come atleta, conquistando quattro medaglie e come allenatore e padre al fianco di Tania. Emozioni diverse…

Sicuramente. Sono due emozioni totalmente diverse perché quando sei tu a gareggiare puoi gestire le sensazioni durante i momenti di gara, sai quello che devi fare e ti autodisciplini. Come allenatore sai quello che hai fatto prima, ma, in quel momento, sei soltanto seduto e resti a guardare. Certo puoi fornire un supporto psicologico, ma sei emozionato, nervoso perché non sai che cosa capiterà e che cosa sta passando nella testa del tuo atleta.

Oggi, proprio nella città in cui è nato, Torino, Tania ha deciso di chiudere la sua carriera. Come si sente?

E’ un’altra emozione bellissima che non ha niente a che vedere con quelle olimpiche. Non c’è tensione perché  comunque vada sarà una festa. Sono molto contento che l’addio di Tania all’agonismo si svolga a Torino, la cittin cui sono nato. Non solo io, ma anche gli addetti ai lavori hanno riscontrato che il pubblico partecipa numeroso a questi eventi. Torino, dopo le Olimpiadi invernali, si ?scoperta appassionata di tutti gli sport e mi voglio congratulare con i miei concittadini per il calore che sanno trasmettere. E’ bellissimo venire qui!

 

Barbara Castellaro