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Quello che si terrà a Grenoble è il secondo dei tre Dialoghi Transfrontalieri

Francia e Italia dialogano oltre le frontiere

di ilTorinese pubblicato venerdì 15 marzo 2019

Non c’è solo il Tav tra Italia e Francia. Venerdì 22 marzo si terrà a Grenoble il secondo Dialogo Transfrontaliero tra le due nazioni alpine al quale prenderà nuovamente parte, dopo l’incontro a Chambery del 1° Ottobre 2018, il Centro di Informazione Europe Direct Vercelli insieme ad altri sei Europe Direct francesi e tre italiani (Torino, Cuneo e Valle D’Aosta). L’obiettivo principale del Progetto, soprattutto in vista delle Elezioni del Parlamento Europeo previste per Maggio 2019, è quello di coinvolgere la società civile locale: un lavoro di sensibilizzazione all’importanza del voto e al proprio ruolo di cittadino all’interno dell’UE. Tale coinvolgimento nasce dalla volontà di far sentire i cittadini europei parte attiva delle scelte riguardanti l’Unione, e dal desiderio di eliminare la sensazione di divario tra istituzioni europee e singoli cittadini. Quello che si terrà a Grenoble è il secondo dei tre Dialoghi Transfrontalieri con i cittadini, che si sono aperti nel 2018 con Chambery e termineranno con Bardonecchia il 9 Aprile 2019. “Questi dialoghi – afferma l’assessore alle politiche europee del Comune di Vercelli, Graziella Ranghino – sono lo strumento primario per costruire un’opinione pubblica europea preparata e consapevole”. I dialoghi vedono il coinvolgimento di un pubblico di circa 250 cittadini italiani e francesi. Il dialogo che avrà luogo a Grenoble, dal titolo “Che tipo di Europa Vogliamo”, sarà incentrato sui bilanci UE per i prossimi sette anni (2021-2027) e darà possibilità ai cittadini di discutere su come ridistribuirli a seconda delle esigenze reali degli stessi. Nella giornata di venerdì ci saranno i rappresentanti delle istituzioni europee che condurranno un Dialogo in plenaria con dibattito finale; nel pomeriggio i 250 partecipanti saranno divisi in 4 gruppi, a seconda delle tematiche scelte, per dare il via alla discussione tra cittadini.

Massimo Iaretti

 

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