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Il Grande Basket visto dalla curva

Fiat Torino Basket: acquisti e aspettative

di ilTorinese pubblicato mercoledì 18 luglio 2018

La stagione del mercato è ancora molto calda e lo sarà ancora per un po’, ma la FIAT Torino si è già mossa e ha già dato alcuni colpi a quella che sarà la statua da scolpire nel prossimo campionato partendo dal marmo grezzo del mercato estivo

E’ ormai consolidata la situazione “Larry Brown”, e molti stanno già correndo a dimenticare forse il più grande colpo di mercato di immagine della stagione se non delle ultime annate che la dirigenza torinese ha portato a termine con questa operazione. In un momento in cui si predilige l’aspetto marketing nel mondo sportivo talvolta più di quello dei risultati, riuscire a portare in Italia qualcuno che porterà visibilità sul nostro movimento oltre l’oceano non è un’operazione da poco. Saranno molti infatti coloro che dagli States saranno curiosi di vedere cosa realizzerà in Europa, e in Italia in particolare, uno dei tre “monumenti viventi” della storia del basket. E’ evidente che già alcuni spazi di visibilità sono stati conquistati dalla FIAT Torino sui media d’oltreoceano e anche in Europa nel circuito Eurocup, e pertanto la stagione parte con i riflettori accesi e, in queste epoche, è già un vero trionfo.Torino è una città difficile, l’abbiamo già ricordato più volte, e dimentica anche in fretta i successi, ma speriamo che le nuove maglie con un circoletto tricolore ricordino a tutti che questa squadra ha già vinto una Coppa Italia e che a fine settembre ci si gioca la Supercoppa. Sono arrivati Cusin e Mc Adoo a rinforzare il reparto lunghi, esperienza e militanza NBA a presidiare un’area che l’altr’anno solo per i troppi infortuni ha avuto difficoltà, ma fino a quando Mbakwe aveva retto, Torino non aveva problemi, anche tecnico gestionali, e dato che ricordare è “sport difficile”, nello stesso periodo anche Okeke si era fermato, creando non poche difficoltà alla gestione di un reparto cruciale. Sicuramente anche altri sono stati i problemi: ma comunque qualcosa si è vinto, e chi ne ha gioito non dovrebbe poi così facilmente contestare o effettuare pratiche di commentatore critico ed acido… saggio ed esperto in ambito “pseudo-privato”, ma si sa, il fiume Lete scorre sempre… .Tornando al presente, la “scommessa” Royce White può essere un qualcosa di stravolgente in ambito cestistico europeo: se così fosse, fin da ora segnaliamone i meriti di chi lo ha scelto, prima di dimenticarsene in futuro. Se la gestione del super coach Larry Brown può garantire una cosa, questa è la gestione degli elementi difficili, anche se, sinceramente, arrivasse un “Iverson” da gestire, il Palavela sarebbe pieno tutte le sere… e chissà, vederlo una sera in tribuna, sarà un’utopia?I ragazzi nuovi e giovani hanno di spettacolare età e nome: Tekele (Cotton) e Tra (Holder) sono pronti a sbarcare il primo in Italia arrivando dopo qualche esperienza di buon livello europeo e il secondo fresco fresco dal mondo universitario statunitense. Sono giovani, anzi molto giovani, ma le basi sono ottime e il coach li potrà guidare. In attesa del ritorno del nostro “super giovane” David Okeke, capitan Poeta dovrà fungere da collante tra tutti e il suo compito non sarà facile, anche se probabilmente anche Carlos Delfino potrà dargli una mano sia in campo che fuori per gestire al meglio i momenti da professionisti “novelli” di alcuni giovanissimi, spiegando loro come si può gestire una intera carriera “lavorando” su un campo da basket.Infatti, giocare a basket per loro è un lavoro, mentre per chi lavora il basket è un gioco. E talvolta dimenticarsene e offendere chi lavora non è proprio “cosa” da persone per bene. E’ un lavoro, di questo questi ragazzi vivono e impegnano ogni loro risorsa per poter continuare a lavorare giocando. E non è corretto non rispettare chi lavora. E c’è anche chi lavora dietro le quinte per costruire il palcoscenico in cui scenderanno gli attori principali, ma di queste persone, di solito, non ci se ne occupa poco, mentre in realtà sono loro a permettere di vedere lo spettacolo. Sono tutti quelli che lottano “sul mercato”, coloro che studiano le migliori strategie di vendita del prodotto Basket FIAT Torino dalle location alla gestione di tutto ciò che concerne il mettere in moto e mantenere in movimento il carrozzone di una società sportiva di serie A. Non sono pochi ma nemmeno tanti, ma sono coloro a cui la città dovrebbe dire grazie se può e potrà vedere basket di alto livello a Torino. E sarebbe simpatico conoscerli meglio: ognuno ha la sua storia ed è grazie a loro che la storia del basket a Torino sta continuando.Prossimamente ci daremo da fare per conoscere i protagonisti dietro le luci, perché è pur vero che una macchina la distingui dalla carrozzeria, ma è anche il motore a fare la differenza. E la nostra squadra è la FIAT Torino… 

Paolo Michieletto