Home » prima pagina » “Eternit, leggi e tribunali speciali come a Norimberga”
LA PROPOSTA DELL'EUROPARLAMENTARE LEGHISTA BUONANNO

“Eternit, leggi e tribunali speciali come a Norimberga”

di ilTorinese pubblicato mercoledì 19 novembre 2014

amiantoeternit bandiere

Dopo il triste epilogo del processo, al di là dei toni e dei richiami storici individua quella che potrebbe essere la strada per non dare più appigli giuridici a Schmidheiny, e ad altri casi simili, di sfuggire alle maglie della Giustizia: “Questi non sono reati comuni o illeciti amministrativi – dice ancora – ma veri e propri reati contro l’Umanità

 

Hanno culture e modi di agire diversi ma i loro sono i primi spunti per reagire alla caduta di un meteorite giudiziario. La sentenza della Corte di Cassazione che alle 21.12 di ieri sera, mercoledì 19 dicembre (giorno che resterà segnato in nero nel datario della giustizia) ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione per l’ex proprietario dell’Eternit, Stephan Schmidheiny  ha lasciato attoniti tutti in aula ed è stata accolta al grido di “Vergogna, vergogna”. Finiscono, quindi, nel cestino , per prescrizione, sia il procedimento di primo grado davanti al Tribunale di Torino, iniziato nel 2009 e terminato nel 2012 e la sua impugnazione avanti la Corte d’Appello chiusa con la sentenza del 3 giugno 2013.

 

E se Bruno Pesce, coordinatore Afeva annuncia che “Non ci fermeremo, abbiamo il dovere di proseguire la lotta” e il procuratore Raffaele Guariniello evidenzia che la procura di Torino sta proseguendo l’istruttoria per due altri procedimenti per le morti dell’Eternit, uno che riguarda l’ipotesi di omicidio volontario per 213 lavoratori, l’altro per i lavoratori italiani che sono morti nei siti all’esterno dove si lavorava l’amianto, una voce fuori dal coro arriva da Gianluca Buonanno. Il parlamentare europeo del Carroccio evidenzia con durezza che “per i responsabili ci vogliono leggi speciali e tribunali speciali, come a Norimberga”.

 

E, al di là dei toni e dei richiami storici individua quella che potrebbe essere la strada per non dare più appigli giuridici a Schmidheiny, e ad altri casi simili, di sfuggire alle maglie della Giustizia: “Questi non sono reati comuni o illeciti amministrativi – dice ancora – ma veri e propri reati contro l’Umanità. Ho chiesto alla Commissione Europea di attivarsi e di proporre l’imprescrittibilità  di questo tipo di reato. Esiste già una Convenzione europea sull’imprescrittibilità dei crimini contro l’umanità e i crimini di guerra, elaborata in seno al Consiglio d’Europa a Strasburgo”. L’idea di Buonanno, peraltro, era già stata avanzata alcuni anni fa da un avvocato vercellese, Bruno Poy, all’epoca candidato alla Camera per l’Udc, in un incontro elettorale per il rinnovo del Parlamento, ma non aveva successivamente avuto alcun seguito. Forse è ora che, in questo senso, a Bruxelles qualcosa inizi a muoversi davvero.

 

Massimo Iaretti