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PER EFFETTO DELLA PRESCRIZIONE DECADONO TUTTI I RISARCIMENTI. LA SUPREMA CORTE DICE CHE I GIUDICI TORINESI HANNO TRATTO CONSIDERAZIONI SBAGLIATE

Eternit, la Cassazione: “Tutto prescritto già prima del processo, il tribunale si è confuso”

di ilTorinese pubblicato lunedì 23 febbraio 2015

eternit bandiere

Secondo la Cassazione l’imputazione di disastro a carico dell’imprenditore svizzero non era adeguata per il rinvio a giudizio, poichè la condanna massima sarebbe troppo bassa, solo 12 anni di reclusione, per chi fa “strage” di persone come nel caso in questione

 

Tutto assurdo e tutto drammatico al tempo stesso.La Cassazione, in sostanza, rimprovera i magistrati del processo torinese per le morti da amianto di non aver compreso che tutto era prescritto già prima del rinvio a giudizio del magnate  svizzero Schmideiny. Se e’ vero che il caso Eternit è un qualcosa di abnorme, per la tragedia che ha causato e – come tale – i cavilli dovrebbero essere messi da parte, qui si tratta di principi essenziali della giurisprudenza che i magistrati torinesi avrebbero dovuto conoscere bene. Lo specifica la Cassazione nelle motivazioni depositate, del verdetto dello scorso novembre che suscitò polemiche. Ora i supremi giudici spiegano le proprie ragioni.

 

Scrivono gli ermellini: “Il Tribunale ha confuso la permanenza del reato con la permanenza degli effetti del reato, la Corte di Appello ha inopinatamente aggiunto all’evento costitutivo del disastro eventi rispetto ad esso estranei ed ulteriori, quali quelli delle malattie e delle morti, costitutivi semmai di differenti delitti di lesioni e di omicidio”. 

 

Secondo la Cassazione l’imputazione di disastro a carico dell’imprenditore svizzero non era adeguata per il rinvio a giudizio, poichè la condanna massima sarebbe troppo bassa, solo 12 anni di reclusione, per chi fa “strage” di persone come nel caso in questione. La suprema corte dice che “colui che dolosamente provoca, con la condotta produttiva di disastro, plurimi omicidi, ovverosia, in sostanza, una strage” verrebbe punito con solo 12 anni di carcere e questo è “insostenibile dal punto di vista sistematico, oltre che contrario al buon senso”.

 

Proseguono i supremi giudici: “Per effetto della constatazione della prescrizione del reato, intervenuta anteriormente alla sentenza di I grado”, cadono “tutte le questioni sostanziali concernenti gli interessi civili e il risarcimento dei danni”.  Chi ha sbagliato?