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L'INTERVISTA / MARCO FRANCIA

Energie per l’Italia vuole riaccendere il Piemonte

di ilTorinese pubblicato domenica 29 ottobre 2017

Progetti e strategia politica del movimento di Stefano Parisi a Torino e sul territorio

Energie Per l’Italia, il movimento politico guidato da Stefano Parisi, sta organizzando la propria presenza anche a Torino e in Piemonte. La diffusione in terra subalpina del programma liberal-popolare, riformista e federalista della formazione politica “parisiana” è stata affidata a Marco Francia.  In Fininvest nel 1988 a 23 anni, Francia resta  in Mediaset per 30 anni. Negli ultimi dieci ha rivestito  la carica di area manager di Publitalia Piemonte con la responsabilità della gestione budget di tutte le principali aziende presenti sul territorio che investivano sulle reti Mediaset. Nel 1994 ha fondato i circoli del Buongoverno in Piemonte, di cui è responsabile. Ora “scende in campo” con questa nuova avventura politica. Abbiamo incontrato Francia nella sede torinese del movimento, a due passi da piazza Statuto.

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Che cosa rappresenta il movimento Energie per l’Italia e come è strutturato qui in Piemonte?

Energie per l’Italia è un movimento nuovo, che parte da qualcosa di nuovo e che nasce con lo scopo di dare agli italiani una rappresentanza politica innovativa, coesa, onesta, libera e riformatrice. Prende vita circa un anno e mezzo fa dall’idea di Stefano Parisi che ha voluto sfruttare a pieno la sua “storia personale” e quella di molti suoi collaboratori che, arrivando dal mondo del lavoro, per così dire dal mondo imprenditoriale, necessitavano di una rappresentanza politica poco ideologica ma molto più pratica. Quello che Energie per l’Italia si propone è creare una nuova politica che ricostruisca un nuovo Stato basato su un mercato libero e trasparente: “meno stato più privato”; tutto quello che lo Stato non riesce più a fare e non è giusto che faccia, passa nelle mani del privato. In questo modo vogliamo sollecitare una sana concorrenza ma soprattutto il concetto di meritocrazia. Essendo un movimento nuovo, nato da meno di due anni, è ovviamente ancora in fase di strutturazione. Siamo partiti in quarta, soprattutto qui in Piemonte, cercando persone valide, idonee e motivate che potessero rappresentare al meglio tutto il territorio piemontese. Ci stiamo organizzando velocemente e abbiamo già una buona copertura su parecchie province quali Novara, Cuneo, Alessandria e molte altre.

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Energie per l’Italia intende presentarsi alle prossime elezioni politiche e poi successivamente sarà previsto un progetto per quelle regionali e comunali?

Energie per l’Italia si presenterà già adesso per le elezioni che si terranno il 5 novembre in Sicilia. Diciamo che le elezioni in Sicilia rappresenteranno per noi il primo vero “banco di prova” poiché, nonostante i nostri sondaggi ci diano tra l’1,2 e l’1,5 % (cifra per quanto mi riguarda molto significativa se consideriamo che è un movimento nuovo, senza una struttura storica e senza nessun tipo di appoggio economico), il riscontro che avremo in Sicilia ci indicherà se per il momento ci siamo mossi e ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Quindi ci presenteremo sicuramente, il come ci presenteremo dipende da Stefano Parisi e da tutti noi ma anche dall’atteggiamento che il mondo politico di centro-destra avrà nei nostri confronti. Abbiamo chiaramente detto che il nostro scopo è quello di creare qualcosa di nuovo e di dare una “famiglia” a tutte quelle persone che non votano più perché non si sentono rappresentate da nessuna parte politica. Noi vogliamo essere il valore aggiunto, il partito in più che può dare a tutti quegli elettori che hanno smesso di crederci (sono circa 10milioni), la possibilità e la voglia di votare ancora.

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Quali sono, soprattutto in riferimento a Torino e al Piemonte, i principali problemi da risolvere su cui Energie per l’Italia ha intenzione di concentrarsi?

In realtà possiamo dire che le principali criticità in teoria di carattere nazionale come il tema della sicurezza, della disoccupazione o dell’immigrazione, vanno ovviamente a toccare dal vivo città per città, Regione per Regione. Noi ci siamo concentrati, sia a livello nazionale ma anche regionale, soprattutto per quanto riguarda un territorio delicato come è in questo momento il Piemonte, su 5 temi essenziali: il lavoro, il welfare, la sicurezza, la giustizia e l’immigrazione. Abbiamo pensato di battere il territorio nella sua totalità organizzando dei veri e propri “format” composti da convegni, incontri, dibattiti sul territorio, aperti a tutti. Ad esempio quando il 16 novembre Parisi verrà qui a Torino, il nostro compito sarà quello di portarlo in mezzo alla gente in modo da creare un confronto diretto e costruttivo. La giornata del 16 novembre per noi sarà molto significativa ed importante poiché da quella data in poi per noi si aprirà la vera e propria presentazione su Torino e su tutto il territorio piemontese, del nostro movimento.

                                                                                                 Simona Pili Stella

 

 

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