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LE REGIONI DEL NORD HANNO DECISO DI RIDURRE DEL 5 PER CENTO IL PRELIEVO IDRICO DAI FIUMI

Grande caldo: dalla siccità alla vendemmia cosa cambia a Torino e in Piemonte

di ilTorinese pubblicato giovedì 17 agosto 2017

Non solo clima torrido: a preoccupare è la carenza di precipitazioni atmosferiche. “La siccità c’è ed è severa”, sottolinea Angelo Robotto, il direttore dell’Arpa Piemonte, l’agenzia regionale per l’Ambiente, e non sono sufficienti sporadici temporali per cambiare la situazione. Il Piemonte è “diviso in due” con  la parte nord che sta un po’ meglio, grazie alle precipitazioni di fine giugno, mentre nelle province meridionali la situazione è più seria». Aggiunge Robotto: “Ciò che per ora consente al Piemonte di sopravvivere è il sistema degli invasi. Il precoce scioglimento delle nevi ha creato un accumulo tale da permettere una buona gestione delle riserve idriche”. Intanto le Regioni Piemonte, Lombardia e Veneto (alle quali a breve si aggiungerà l’Emilia Romagna) hanno deciso di ridurre da  del 5 per cento il prelievo di acqua ad uso irriguo dagli affluenti del Po. E’ intanto  iniziata nei giorni scorsi, con almeno due settimane d’anticipo la vendemmia nella nostra regione . Il  caldo africano e la siccità hanno motivato alcuni produttori a iniziare  la raccolta. La  prima uva vendemmiata è il pinot nero, uva rossa  per gli spumanti che viene coltivata soprattutto in alta Langa. Poi le vendemmie delle altre uve.

(foto: il Torinese)

Gli utenti dell’Acquedotto del Monferrato non sono a rischio “grande sete”. Parola di Aldo Quilico, presidente del Consorzio dei Comuni per l’Acquedotto del Monferrato che evidenzia come “al momento la situazione non genera alcun problema, le falde da cui viene captata l’acqua sono a 170 – 200 metri di profondità e non si rileva alcuna criticità. Qualche problema, occasionale, potrebbe venire da rotture della rete che, in questo periodo estivo, viene sottoposta a notevoli sforzi di adduzione. Ma si potrebbe trattare di guasti che, lo ribadisco, potrebbero verificarsi occasionalmente ed essere ripristinati al più nel giro di poche ore”. La rete dell’Acquedotto del Monferrato abbraccia 101 comuni, suddivisi 44 in Provincia di Alessandria (tra i quali le frazioni Villabella e Monte di Valenza, una parte della collina di Sant’Anna a Casale Monferrato), 50 in Provincia di Asti e 7 nella Città Metropolitana di Torino ovvero Brozolo, Brusasco, Cavagnolo, Lauriano (che esprime con il sindaco Matilde Casa la presidenza dell’assemblea), Monteu da Po, Moriondo Torinese e Verrua Savoia, interessando soprattutto un’ampia fascia collinare a forte vocazione agricola, ed appartiene all’Ato – Autorità d’Ambito 5 dell’Astigiano. Complessivamente si estende per duemilacento chilometri di rete acquedottistica e milletrecento di fognature, che in diversi tratti attendono interventi di ammodernamento. Il Consorzio dei Comuni ne è proprietario dal 1 gennaio 2003, dopo una lunga battaglia a colpi di carta bollata con la società di gestione Acquedotto del Monferrato Spa, che apparteneva al Gruppo Acque Potabili.

Massimo Iaretti