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Domenica 19 aprile

Educational Day per vivere la bellezza dell’arte

di ilTorinese pubblicato sabato 18 aprile 2015

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Un evento promosso da AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani)

 

L’arte contemporanea come non l’avete mai scoperta e vissuta prima: è questa la promessa del primo “Educational Day”, domenica 19 aprile, promosso a livello nazionale da AMACI (Associazione dei musei d’arte contemporanea italiani). Da nord a sud, i dipartimenti educativi dei vari musei giocano tutte le loro carte per avvicinare il grande pubblico alla genialità contemporanea e lo fanno con laboratori, workshop, conferenze, visite guidate, ma anche performance, happening, flash mob, social network e tanto altro ancora. Insomma, un D Day artistico italiano, costellato di iniziative ed attività gratuite da non perdere. Un corale inno alla funzione educativa dei musei di arte contemporanea: non asettici contenitori di oggetti, piuttosto, luoghi pieni di vita, accoglienti, sempre più centri di formazione permanente, scambi e crescita culturale. E già perche passano anche da lì lo sviluppo di un pensiero critico, l’integrazione culturale e sociale, la sperimentazione e il senso di appartenenza territoriale.

 

Il PIEMONTE farà la sua parte con:

 

– Il Castello di Rivoli che punta sulla collezione permanente e le nuove acquisizioni.

La GAMdi Torino che partecipa all’evento con due appuntamenti:

 -Ore 15 Autoritratti al Museo, ovvero il divertente workshop fotografico per adulti, condotto da Miriam Colognesi. L’artista (ex studentessa all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino) coinvolge il pubblico del museo in un’affascinante  ricerca sull’autoritratto fotografico. Un’idea partita dall’analisi del dilagante fenomeno del “selfie” che affida l’auto-rappresentazione alle ali di un’istantanea trasmessa velocemente. Miriam, invece, da mesi, propone pause di riflessione e azioni fotografiche condivise con il pubblico: il gioco sottile sta nell’indagare come il contesto culturale influenzi i comportamenti e scoprire tutta la magia di un ritratto che “dialoga” con un’opera scelta dai visitatori. Per valutare i primi risultati del lavoro, condividerli col pubblico, ma anche percorrere questa strada con altri scatti, ecco il workshop a cui tutti potete partecipare. E a chi interverrà per la prima volta è offerta la chance di farsi immortalare davanti ad un’opera della Gam a sua scelta.

-Ore 15,30 Relazion-arti; passeggiate tematiche nelle collezioni della Gam; il personale sarà a completa disposizione del pubblico e lo accompagnerà nella scoperta delle 4 gallerie dell’allestimento tematico. Perché anche cosi si imbastisce un nuovo dialogo con i visitatori: aiutandoli ad apprezzare le opere d’arte, intessendo approcci più autentici e personali. Al contempo sarà possibile scegliere i capolavori preferiti e concordare con Miriam Colognesi il proprio auto-ritratto al museo.

 

-Nel resto della penisola saranno poi infinite le occasioni per vivere l’arte contemporanea in modo insolito, spesso sorprendente.

Si va dal workshop organizzato dal Madre a Napoli in cui si impara a raccontare un museo sui social network  all’appuntamento su Instagram per i giovani di Pesaro che riscoprono i luoghi d’arte cittadini; dall’Arte Povera nel riallestimento della Collezione di Ca’ Pesaro a Venezia ai giochi nelle sale del museo alla Gnam di Roma; dalle visite a occhi bendati (per imparare a vedere con i sensi) nel Museion di Bolzano ai workshop della Gam e C di Bergamo per operatori e insegnanti impegnati nella didattica museale per i non vedenti. Questi sono solo alcuni cenni al ricco programma multiforme che intende creare una nuova cultura, un’inedita educazione dello sguardo ed accorciare le distanze tra i musei e le persone.

-Non a caso l’immagine guida della prima edizione dell’Educational Day è “Silent Walk”, del duo artistico torinese Gianfranco Botto & Roberta Bruno, che propone una riflessione sul rapporto figura-paesaggio (centrale nella loro arte fin dai primi  anni 90). Il profilo di una silhouette, (senza sesso o età) intenta a compiere un’azione silenziosa, si staglia sullo sfondo di una distesa verde, priva di case o altra presenza umana. A dividere la figura dal paesaggio c’è solo una rete metallica che è simbolo di apertura, passaggio ed opportunità di relazionarsi con l’ambiente circostante per non restare isolati. Ed ecco l’intrigante metafora: centrale è proprio l’atto di costruire il proprio mondo futuro ed una società migliore, anche grazie all’imprescindibile ruolo dell’educazione.

 Laura Goria

Per info- Dipartimento Educazione GAM: 011 4429546

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