Home » LIFESTYLE » Ebola, quali precauzioni?
LA SITUAZIONE IN PIEMONTE

Ebola, quali precauzioni?

di ilTorinese pubblicato domenica 9 novembre 2014

EbolaAudizione presso le commissioni pari opportunità e servizi sociali del Comune di Torino

 

L’epidemia di Ebola comporta attualmente per la Regione Piemonte un livello di rischio basso: livello 1 su una scala di 4 gradi. Per questa ragione le istituzioni sanitarie regionali, le due aziende sanitarie torinesi in specifico, con i dipartimenti di emergenza e accettazione, medici di famiglia, pediatri, guardia medica e 118, sono da mesi impegnati in attività di aggiornamento e formazione sulla base delle periodiche informative provenienti da Regione Piemonte e Ministero della salute. Esistono accordi per la vigilanza sanitaria anche negli aeroporti di Caselle e Levaldigi. La formazione per il personale ospedaliero più esposto consiste anche in esercitazioni pratiche nell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale (tute, calzari, guanti) che, come ha dimostrato il caso dell’infermiera spagnola contagiata, rappresenta potenzialmente una fase critica per la sicurezza.

 

L’audizione prende le mosse dalle richieste di comunicazioni del consigliere Silvio Viale e raccoglie attorno al tavolo della commissione pari opportunità (presieduta da Domenica Genisio) e servizi sociali (presieduta da Lucia Centillo) direttori sanitari delle Asl To 1 e To 2 dell’Azienda ospedaliera Mauriziano, della Città della salute e dell’Amedeo di Savoia, che hanno illustrato le procedura emanate dalla Regione e messe a punto dall’Ufficio d’Igiene e dall’Amedeo di Savoia. E’ Gianfranco Corgiat, responsabile della prevenzione per la Direzione regionale della sanità della Regione Piemonte ad esordire inquadrando lo stato delle azioni e delle contromisure adottate ad oggi.

 

Attualmente i pochi allarmi giunti sono risultati infondati, tuttavia, hanno detto i sanitari, il livello di attenzione è alto, le informazioni vengono condivise ed aggiornate costantemente in tutta la rete ospedaliera e sanitaria. Sono stati predisposti negli ospedali torinesi locali ad uso esclusivo degli eventuali casi sospetti, e la formazione a piccoli gruppi del personale procede a ritmo giornaliero e non trascura neppure il personale amministrativo che lavora in accettazione. L’ospedale di riferimento regionale per le malattie infettive, Amedeo di Savoia, in ordine all’individuazione del virus Ebola collabora con gli ospedali Sacco di Milano e Spallanzani di Roma, a cui presto sarà in grado di affiancare i suoi laboratori estremamente specializzati.

 

La convinzione espressa da tutti i sanitari presenti è che l’attenzione al rischio vada concentrata sul personale sanitario che rientra dai paesi interessati dall’epidemia, al quale è stato richiesto di informare sui propri spostamenti le strutture sanitarie di riferimento, mentre non vi è un rischio per i cittadini che, per esempio, prendono l’autobus, o vanno a cena con un gruppo di amici, magari africani.Silvio Viale e Lucia Centillo, hanno espresso l’esigenza di fornire informazione preventiva anche alla popolazione. Il direttore della Divisione servizi sociali del Comune, Monica Lo Cascio, ha rappresentato la necessità di azioni informative per il personale dei servizi del Comune e delle realtà del privato sociale esposte al contatto con persone in condizioni di fragilità.

 

Ufficio stampa del Consiglio comunale (S.L.)