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Una Europa che deve saper accogliere e non respingere

E i bambini continuano a morire in mare mentre s’alzano i muri dell’egoismo

di ilTorinese pubblicato giovedì 21 aprile 2016

Non è consentito voltare la testa da un’altra parte, senza impegnarsi sul tema decisivo del valore di ogni essere umano. Non è accettabile che ci si rinchiuda nell’egoismo, alzando fili spinati e muri. Va detto a chi ha responsabilità: in fondo il cuore della politica è avere cuore per gli altri
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Ieri, a un anno dalla tragedia di 800 disperati ingoiati dal mare, alcune centinaia di uomini, donne, bambini muoiono affogati nel tentativo di fuggire da conflitti, violenza, malattie, sete e fame. E’ incredibile morire in mare per sfuggire alla siccità che affligge intere regioni dell’Africa. Sabato papa Francesco a Lesbo ha rinnovato con gesti e esempi il senso più vero di una civiltà che l’Europa sta smarrendo. Per tempo aveva trovato le parole giuste per dirlo: è in corso una terza guerra mondiale a pezzi, che divora città, anziani e ragazzi. Anche per sconfiggere terrorismo e paure è indispensabile maturare insieme – il pontefice in questo caso era con i patriarchi ortodossi – la consapevolezza di cosa è questo secolo, con squarci di avanzamenti e tecnologie e il buio di migranti 24antichi e nuovi conflitti. Non è consentito voltare la testa da un’altra parte, senza impegnarsi sul tema decisivo del valore di ogni essere umano. Non è accettabile che ci si rinchiuda nell’egoismo, alzando fili spinati e muri. Va detto a chi ha responsabilità: in fondo il cuore della politica è avere cuore per gli altri. Occorrono i ponti, non i muri. Lo dice il Pontefice che porta questo nome  ( l’etimologia della parola pontifex – “pontem facere”- significa “costruttore di ponti” ). I ponti sono slanciati, leggeri, si vengono incontro con un balzo dai due lati. I muri sono pesanti, tirano verso il basso.I ponti invitano a passare e a incontrarsi. I muri serrano e segregano. “Inframuraria, si chiama nel gergo tecnico l’ esistenzamigranti 23 nelle galere“, scrisse un giorno Adriano Sofri, parlando di ponti che si oppongono ai muri . Bisogna fare una guardia speciale ai ponti, perchè sono il bersaglio prediletto di chi è egoista, invidioso, separatista. Sono il bersaglio di chi vuol dividere perchè sui ponti ci sono persone che arrivano di qua, persone che vengono di là, e si incontrano e si mescolano. Ci sono momenti estremi – o di qua o di là – in cui perfino i ponti fanno da simbolo di una rottura ultimativa. “Avevamo vent’ anni e oltre il ponte, oltre il ponte ch’ è in mano nemica, vedevam l’ altra riva, la vita, tutto il bene del mondo oltre il ponte…“. Era Italo Calvino. Era la Resistenza contro i nazisti. Anche oggi c’è chi resiste e cerca libertà, dignità, giustizia. E anche un briciolo di futuro e di felicità. Per questo non si dovrebbero mai costruire muri! Soltanto ponti in un mondo e in una Europa che deve saper accogliere e non respingere chi per scampare a guerre e miserie rischia il viaggio della speranza e troppo spesso trova la morte in mare e l’offesa in terraferma.

Marco Travaglini