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E’ importante che le nostre aziende del settore valutino le opportunità del mercato: ne hanno capacità e competenze

Dopo la fashion week torinese

di ilTorinese pubblicato lunedì 9 luglio 2018

Di Paolo Pietro Biancone*

È terminata  il 3 luglio la settimana della moda a Torino. Inserita tra le fashion week mondiali dagli operatori del settore, la settimana della moda ha per protagonisti gli stilisti emergenti torinesi, italiani e stranieri, alcuni dei quali famosi nel proprio paese d’origine, ma non all’estero. Fashion Week  quest’anno si è svolta presso la Ex Borsa Valori in via San Francesco da Paola 28. L’evento è organizzato dall’associazione TMODA ed ha il patrocinio della Città di Torino; i partner istituzionali sono Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Entreprise Europe Network (rete europea a sostegno delle PMI cofinanziata dalla Commissione europea), CNA, Slow Fashion, Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte, Associazione Piemontese Agenti e Rappresentanti di Commercio – USARCI, Università degli Studi di Torino Dipartimento di Management. La vocazione internazionale della TFW – che tuttavia non sottovaluta l’importanza dei talenti del territorio e nazionali presenti dal 27 giugno al 3 luglio – è confermata dalla capacità di richiamare aziende, marchi, buyers e stilisti da tutto il mondo grazie alla collaborazione con enti locali e stranieri per offrire ai fashion designer una vetrina mondiale. In questo modo anche il made in Italy meno conosciuto ha la possibilità di essere scoperto nel mondo e Torino torna ad essere epicentro della moda come nel secolo scorso. Gli oltre 80 protagonisti della fashion week, organizzata da Tmoda, con il patrocinio del Comune di Torino e con partner istituzionali Unioncamere Piemonte, Camera di commercio di Torino, Entreprise Europe Network (rete europea a sostegno delle PMI cofinanziata dalla Commissione europea), CNA, Slow Fashion, Centro Estero Internazionalizzazione Piemonte, Associazione Piemontese Agenti e Rappresentanti di Commercio – USARCI, Università degli Studi di Torino Dipartimento di Management, hanno firmato una capsule collection puntando sulla ricerca estetica e stilistica, sull’impiego di materiali inediti o animal free, sull’arte come espressione di moda e sullo sportwear.  Dal 29 giugno all’1 luglio è stata anche protagonista Maze, primo festival italiano dedicato al mondo della Streetculture. L’evento, gratuito, si articola in exhibitions, concerti, dj set e naturalmente sfilate (il 29 giugno e l’1 luglio) dedicate a questa tendenza internazionale che ha conquistato stilisti come Dolce e Gabbana, Balenciaga e Valentino. Torino è stata, inoltre, l’unica location italiana selezionata per le sfilate di Modest fashion, moda etica islamica, in programma nell’ambito della settimana della moda. Anche l’Università di Torino contribuisce alla ideazione e alla realizzazione di Torino Fashion Week, tramite lo spin off accademico dell’Università degli Studi di Torino, Halalto Srl, che annovera tra i suoi partner docenti universitari e esperti del settore, mettendo a disposizione studi e ricerche sul tema del modest fashion e della moda etica. L’iniziativa nasce nell’ambito delle attività di ricerca e di business che fanno capo all’ European Research Center for Islamic Finance (ERCIF) che ha la sua base a Torino. Torino è una hub di prestigio sul tema del modest fashion e della moda etica. Prima capitale della moda, la Città rivela attenzione a nuove opportunità che favoriscano tradizione e innovazione, in ottica di sviluppo. Il modest fashion è un filone appositamente ideato per tutte quelle donne che amano vestirsi alla moda, ma nel pieno rispetto delle norme coraniche e di quel principio cardine di coprirsi il corpo, mixato a un senso di pudore e modestia che vanno mantenuti nel comportamento come nell’abbigliamento. Facciamo chiarezza: oggi l’abaya (ovvero la lunga tunica che lascia scoperto solo capo, mani e piedi) e l’hijab (vale a dire il velo che lascia scoperto il viso) non sono più solo ed esclusivamente neri, bianchi, cremisi, ma hanno adottato anche colori vivaci e fantasie glam. Secondo le stime, il modest fashion produrrà entro il 2019 un fatturato pari a circa 500milioni di dollari ed è destinato a crescere ancora. E’ importante che le nostre aziende del settore valutino le opportunità del mercato: ne hanno capacità e competenze. Il nostro ruolo è stimolare nuove opportunità, nell’ottica di valorizzare il made in Italy a livello internazionale.

* Presidente del corso di studi in professioni contabili

Coordinatore del Corso di Dottorato in Business & Management

Università di Torino