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Karl Barth: "nessuno può tornare indietro e incominciare un nuovo inizio ma chiunque può partire oggi e creare un nuovo finale"

Di nuovo al voto?

di ilTorinese pubblicato sabato 14 aprile 2018

L’Italia è come un malato terminale che non sa di esserlo e non si cura, oppure, sapendolo, ci rinuncia perché tanto tutto è inutile.

Veniamo ai giorni nostri e alle discussioni sul nuovo governo.Ricordo un brillante avvocato albese, ma altrettanto ironico che ad un suo cliente, che gli poneva una domanda stravagante, rispose : “bravo pirla”. L’avvocato non esercita più da alcuni anni, ma la sua frase, a me che cominciavo la professione   (poi abbandonata) rimase impressa, tanto che me la ricordo ancora adesso. L’altro giorno ho sentito uno sfegatato di politica dire la sua: torniamo al voto. Anche a lui si potrebbe rispondere utilizzando le stesse parole; ma a che servirebbero nuove elezioni, se non per arrivare alle stesse conclusioni?. La soluzione possibile sarebbe solo con una nuova legge elettorale che desse a chi vince, anche in termini relativi, la possibilità di governare (bene) senza alleanze, per esempio, anche con lo scarto   di un solo voto. Torniamo a voti ottenuti nelle elezioni appena trascorse. Per i Cinque stelle, forse, i voti sarebbero stati minori, ma è anche vero che chi non li ha votati si è spaventato di un programma tanto mirabolante. Per il Centro destra, invece, i voti sono stati condizionati da un Silvio Berlusconi che non ammalia più, mentre per il PD perché il risultato è stato addirittura migliore delle previsioni perché Matteo Renzi non si è fatto mancare niente per affossarlo. Eppure è stato il politico al quale gli italiani avevano dato un consenso immenso, successivamente sprecato e fautore di una riforma costituzionale, idealmente giusta, che è stata farcita da incongruenze vistose che l’hanno resa invisa alla Gente. Nel frattempo, gli italiani hanno smesso di votarsi a Sant’Arcore, ma anche a Santa Maria Goretti. In attesa che spunti qualche altro santo, gli italiani dovrebbero farsi un esame di coscienza (come per la 104 che è una legge giusta applicata in modo insano, incivile e scandaloso). Se gli italiani sono questi, i politici possono essere meglio? Ebbene sì, i politici, gli imprenditori dovrebbero dare l’esempio di equità, lungimiranza, di buona fede e correttezza e di meno furbizia. Come diceva Eleanor Roosevelt, “le grandi menti parlano di idee, menti mediocri parlano di fatti, menti piccole parlano di persone”. Se invece l’obiettivo è giocare al più furbo, come si uscirà dalla crisi che ci attanaglia e sta portando all’estinzione dell’Italia? C’è speranza? Concludiamo con un inno alla vita, facendo nostro l’aforisma di Karl Barth: “nessuno può tornare indietro e incominciare un nuovo inizio, ma chiunque può partire oggi e creare un nuovo finale”. Auguri Italia!

 

Tommaso Lo Russo

 

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