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Chi sceglie la “modalità safari” parte sapendo di poter apprezzare un contesto particolare e di vivere una vita molto diversa

Davide Gremmo e la “sua” Africa

di ilTorinese pubblicato domenica 15 ottobre 2017

“Immaginate un campo tendato in piena savana, quattro tende con tutti i confort, a fare da sfondo il cono innevato del Kilimanjaro. Un rifugio immerso nella natura, in un silenzio attraversato solo dagli animali che popolano la riserva incontaminata…”

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Succede sempre così: quando si torna a casa da una meta esotica, da un luogo di una bellezza inaspettata o semplicemente da un viaggio che rimane nel cuore, si ripensa per settimane a quella vacanza. Davide Gremmo, biellese, classe 1963, ha conosciuto l’Africa grazie alla madre, trasferita in Kenya nel 1987 e proprietaria di un lussuoso resort a Malindi.

Da Torino, dove gestiva un’agenzia di viaggi, Davide vola così in Kenya e realizza il sogno di una vita, rilevando la riserva privata di Lualenyi, sulla strada che collega Nairobi a Mombasa, e costruendo un “camp”. Comincia a conoscere proprio “sul campo” la savana, in libertà e senza vincoli, se non quelli del buon senso e del rispetto della natura.

Con la preziosa collaborazione del tracciatore Cambi, un uomo del bush (il classico ambiente naturale e selvaggio del territorio rurale) di etnia waiagulu, comincia a fare la “safari guide”, scoprendo a poco a poco un mondo straordinario e specializzandosi al punto di ottenere, nel novembre 2015, la nomina, confermata anche quest’anno, a Ranger onorario per la tutela della natura, un importante riconoscimento dell’Authority of the Republic of Kenya.

Che cos’è il Lualenyi camp?

Immaginate un campo tendato in piena savana, quattro tende con tutti i confort, a fare da sfondo il cono innevato del Kilimanjaro. Un rifugio immerso nella natura, in un silenzio attraversato solo dagli animali che popolano la riserva incontaminata, estesa per ben 432 chilometri quadrati. Scoperta e vissuta ogni giorno, con l’aiuto di una guida professionale, può riservare sorprese inaspettate.

Il camp si trova nello Tsavo West, il grande Parco nazionale del quale la riserva costituisce una preziosa enclave, conservandone tutto l’immenso patrimonio naturalistico africano. Chi sceglie di sostare qualche giorno al Lualenyi si prepara per un viaggio indimenticabile, tra i segreti della savana e i privilegi offerti da una riserva privata.

Quali animali è possibile avvistare dalle postazioni del campo?

È impossibile dirlo! Ogni giorno è una sorpresa, il tempo è scandito dai ritmi degli animali e non delle persone, a poco a poco il viaggiatore viene calato in un mondo insolito e curioso, dove tutto è regolato dal barrito di un elefante, dal fruscio delle zebre, dal volo degli uccelli o dallo sguardo ammaliante di un animale selvaggio.

Non c’è garanzia di vedere un leone o di imbattersi in una gazzella, si vive tutto nel massimo rispetto della natura e delle sue leggi. Nella savana il turista è ospite, non cacciatore: è questa la filosofia di amore e rispetto sulla quale ho costruito il Lualenyi camp, un modo di vivere che cerco di trasmettere ad ogni ospite, ad ogni “amico” che incontro. Ho scelto di dedicarmi a un numero ristretto di appassionati per poter regalare un’esperienza unica, in un ambiente familiare, dove si parla italiano, dove ogni viaggiatore può sentirsi “a casa”, mangiando persino un piatto di classici ravioli davanti a un tramonto indimenticabile!

Cosa distingue il Lualenyi dalle altre strutture che organizzano safari?

Certamente il fatto di avere una gestione italiana e di offrire una guida professionista italiana. Per i turisti poter interagire o anche solo scambiare due chiacchiere, ascoltare la storia di un popolo, raccontata da chi parla la tua stessa lingua è un vantaggio, per molti rappresenta addirittura una condizione indispensabile. Non si tratta di un concetto meramente turistico, ma della scelta di creare un gruppo affiatato tra il viaggiatore e lo staff. Chi sceglie la “modalità safari” parte sapendo di poter apprezzare un contesto particolare, di vivere una vita molto diversa in una situazione caratteristica ed esclusiva, cercando anche l’unicità nei paesaggi, nei tramonti e nella natura che il territorio mette a disposizione dell’uomo.

Cos’hai in mente per il futuro?

Dal Kenya non mi muovo! Vorrei continuare a curare la piccola realtà che ho costruito, proponendo qualcosa di sempre più coinvolgente, nuovo e insolito. Una delle peculiarità che riservo al gruppo di viaggiatori che accompagno è il pranzo di benvenuto in savana: un’esperienza unica nel suo genere, che emoziona e resta nel cuore. Si respirano i profumi, si osserva lo spettacolo naturale e si gusta in pieno il clima kenyota, tra servizi da the dal sapore coloniale e un menù che mescola sapientemente specialità africane e piemontesi.

C’è solo una controindicazione: a chi riparte viene davvero il mal d’Africa e tornare alla realtà quotidiana è una vera e propria sfida con se stessi.

 

Daniela Roselli

www.lualenyi.com