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Le banche islamiche garantiscono al momento un’affidabilità reputazionale di alto livello

Dal caveau alla reputazione delle banche: alla ricerca della fiducia dei risparmiatori

di ilTorinese pubblicato lunedì 27 giugno 2016

banca2islam moda2Un tempo la fiducia da parte dei risparmiatori si conquistava grazie alla solidità che essa comunicava nell’immaginario collettivo: una solidità concreta, visibile, tangibile. Il caveau delle banche erano il simbolo della sicurezza e della protezione: era il biglietto da visita per presentarsi alla clientela. Ora al caveau si sostituiscono tutta una serie di informazioni, che costituiscono il “patrimonio” reputazionale di una banca e ne certificano o meno la credibilità

Di Paolo Pietro Biancone*

Sotto la spinta della congiuntura si sono modificati gli equilibri strutturali che connotavano, in parte, la morfologia dell’intero sistema finanziario del nostro Paese. Si registra una sorta di “crisi di modello” che va affrontata non solo sotto il profilo degli assetti di governo (cioè, ad esempio, attraverso la creazione di un gruppo economico in grado di offrire alle banche appartenenti ad esso adeguate garanzie patrimoniali e reputazionali da far valere sui mercati del credito e della liquidità), ma anche e soprattutto rivisitando la formula imprenditoriale, l’orientamento strategico di fondo, in modo da poter assicurare uno sviluppo durevole e sostenibile ed una effettiva, riconosciuta permanenza nell’arena competitiva a condizioni economicamente, patrimonialmente e finanziariamente adeguate. In particolare, soprattutto per le banche del territorio, il primo obiettivo è riportare il giusto grado di fiducia tra i risparmiatori per permettere l’instaurarsi di relazioni sociali, giuridiche ed economiche stabili, proficue e trasparenti. Recuperare credibilità e fiducia, insomma.


Un tempo la fiducia da parte dei risparmiatori si conquistava grazie alla solidità che essa comunicava nell’immaginario collettivo: una solidità concreta, visibile, tangibile. Il caveau delle banche erano il simbolo della sicurezza e della protezione: era il biglietto da visita per presentarsi alla clientela. Ora al caveau si sostituiscono tutta una serie di informazioni, che costituiscono il “patrimonio” reputazionale di una banca e ne certificano o meno la credibilità. Gestire l’immagine dell’affidabilità diventa più complesso, coinvolge elementi variegati: La reputazione è un costrutto multidimensionale, cioè è determinata o influenzata da diverse variabili; un unico indicatore non è pertanto in grado di coglierne in modo adeguato l’essenza. Alcune dimensioni che concorrono alla misurazione della reputazione sono, ad esempio: i prodotti/servizi dell’azienda, la performance, la qualità del management, la responsabilità sociale per il territorio.
Le esperienze di questi ultimi tempi hanno mostrato come la mancata considerazione delle Banche abbia fatto vittime eccellenti e per questo, il fattore di rischio reputazionale deve essere affrontato senza possibilità di ulteriori ritardi: rappresenta una grave minaccia per le banche che per loro stessa natura presuppongono il mantenimento della fiducia del mercato. Fallimenti, truffe, licenziamenti nelle più importanti istituzioni bancarie mondiali, fatti di cronaca ed evoluzioni normative hanno dato al rischio di reputazione delle banche un maggior rilievo rispetto al passato e ne hanno ampliato i contenuti, trovando spesso le suddette aziende impreparate nei confronti di un fattore di rischio che da sempre rappresenta uno dei pilastri strategici fondamentali per il successo, e che consente di garantire la continuità aziendale, intesa come “licenza di operare”.

Le banche islamiche garantiscono al momento un’affidabilità reputazionale di alto livello: non si registrano, infatti, casi fallimento e di truffe ai risparmiatori. Nel caso della finanza islamica, la liceità dell’attività di una banca islamica e dei suoi manager viene controllata da appositi organismi denominati “Shari’a Supervisory Board” con funzione consultiva e certificativa, ex ante ed ex post, ma non gestionale (vedasi il caso emblematico del Regno Unito). Ne è un esempio, Al Rayan Bank, prima banca commerciale islamica d’Europa, che possiede uno dei conti di risparmio più competitivi del mercato inglese. Tuttavia, mancano gli sforzi istituzionali fondamentali per regolamentare e incoraggiare questi settori emergenti, che possono essere un’eccellente fonte di ricrescita per le piccole e medie imprese Italiane.

* Director of the European Research Center for Islamic Finance

Editor in Chief European Journal of Islamic Finance

Department of Management

University of Turin