Home » POLITICA » Crisi del commercio, Ruffino (FI): “Stop a grande distribuzione e incentivare agevolazioni agli esercenti”
"Bisogna aiutare soprattutto il commercio nelle periferie urbane e nei piccoli centri. E si deve farlo con facilitazioni fiscali e semplificazioni burocratiche"

Crisi del commercio, Ruffino (FI): “Stop a grande distribuzione e incentivare agevolazioni agli esercenti”

di ilTorinese pubblicato sabato 17 dicembre 2016

supermercato 2“La diminuzione dei prezzi negli esercizi commerciali, a Torino più rilevante rispetto al resto delle città italiane, deve mettere in guardia le istituzioni. La deflazione va monitorata con attenzione, individuando anche nuove  forme di sostegno al commercio per evitare che la situazione complessiva di crisi peggiori”. La vicepresidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Daniela Ruffino (FI), commenta così lo stato del commercio nel capoluogo regionale e nel territorio della Città Metropolitana.

“E’ comprensibile che i commercianti tendano a diminuire o almeno non aumentare i prezzi, perché molte famiglie in difficoltà e quindi con minore potere d’acquisto,  non acquisterebbero merci più care. Ma è chiaro che il perdurare di tale situazione produrrebbe danni all’economia”, aggiunge Ruffino.
“Secondo alcune stime gli acqusti natalizi sotto la Mole non saranno molto elevati: tante persone aspetteranno i saldi. Allora è necessario che la Regione e il Comune di Torino si attivino a partire dal ruffino lascarisnuovo anno – aggiunge la vicepresidente dell’Assemblea piemontese – con strumenti di rilancio dell’occupazione, tema da cui dipende il buon andamento delle attività economiche nel loro complesso”.

“Certo l’accondiscendenza della Giunta Appendino nei confronti della grande distribuzione per tentare di ripianare i conti, non aiuta il commercio torinese. La grande distribuzione è già molto diffusa nel capoluogo e nei comuni circostanti. Accrescerne la presenza  nel nostro territorio farà si che nel medio-lungo periodo vengano soffocate le altre attività commerciali”, osserva Ruffino. “Bisogna aiutare soprattutto il commercio nelle periferie urbane  e  nei piccoli centri. E si deve farlo  con facilitazioni fiscali  e semplificazioni burocratiche, rendendo  vive le zone vetrina chiusapedonalizzate. Va allentata la pressione fiscale sul suolo pubblico e sui rifiuti e servono più incentivi anche per i negozi che si trovano  in difficoltà per i cantieri.  Inoltre – conclude Ruffino – per evitare che troppe serrande vengano definitivamente abbassate, devono essere studiate iniziative a favore dei  proprietari dei locali, con agevolazioni fiscali che permettano  loro di affittare a costi ridotti per i negozianti. Tutto ciò è da realizzare in abbinamento a una serrata lotta all’abusivismo, troppo diffuso in particolare a Torino”.