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"Sono preoccupati ed esasperati i 5000 dipendenti. Non si può scaricare su di loro colpe di altri"

Cosa succede a Gtt?

di ilTorinese pubblicato sabato 14 ottobre 2017
STORIE DI CITTA’  di Patrizio Tosetto
Mi sono fatto persuaso, persuasione che sta diventando convinzione. Ci sono tante assonanze e similitudini tra la realtà della nostra città e della nostra Capitale: principalmente la gravità dei problemi, direi la loro drammaticità.  Per Torino cerco di capire cosa è successo e cosa sta capitando in GTT. Incontro Giuseppe Santomastro irresponsabile Cgil trasporti. Mi dà appuntamento al dopo lavoro ferroviario. Riunione sindacale,  sciopero in GTT il 27 ottobre.
Come mai ?
Sono preoccupati ed esasperati i 5000 dipendenti. Non si può scaricare su di loro colpe di altri. Esasperati perché chiediamo di essere ricevuti e di capire. Ma non avviene nulla.
Situazione irreversibile?
Speriamo di no. Ma il necessario piano industriale non viene partorito. E quelli presentati sono giudicati insufficienti.
Quanto è il disavanzo?
Saperlo con esattezza sarebbe quasi un miracolo. Sottolineo un solo dato: 111 milioni sono il debito che ha l’azienda con i fornitori.  Il capitale sarebbe sufficiente nel coprire, con altri problemi finanziari per gli investimenti. Gli ultimi stipendi sono stati pagati grazie all’ intervento delle banche.
Come è possibile, se è un azienda che ha sempre liquidità giornaliera?
Si è rotto l’ equilibrio del passato, dove gli investimenti per la metropolitana ad esempio garantivano futuro e un minimo di sviluppo.
Si è inchiodato tutto?
Molto… direi. Però almeno i questo caso non si può imputare il “disastro” a questa giunta, ma stanno andando a tentoni . L’Appendino era per la messa in liquidazione della società non considerando che i maggiori creditori sono gli enti pubblici locali. Poi non hanno rapporti politici adeguati.
Quali sono le responsabilità della politica nel passato?
Avere scelto i dirigenti sbagliati che hanno fatto scelte sbagliate e  artifici contabili.
Pessimista o ottimista?
Cerco di essere realista. Non siamo Napoli o Roma.
Milano come sta?
Loro bene, soprattutto perché hanno continuato negli investimenti.
Veniamo al sindacato: come sta di salute politica e per grado di socializzazione e partecipazione?
Alta, più del 70 percento  e comunque molto frammentata. C’ è persino il caso di un ex Cgil che se ne è fatto uno su misura ed è politicamente legato ad un senatore del Pd. Io stesso ne sono una indiretta dimostrazione, sono un ferroviere ed arrivo da Alessandria. Ho trovato una situazione articolata anche tra i lavoratori.
Troppe assunzioni “superflue”?
L’hai detto tu, non io. Appunto situazione articolata anche tra i lavoratori.  Ma mi ripeto non devono essere loro a  pagare colpe di altri. Oltre lo sciopero picchetteremo sotto il Municipio. Vogliamo essere ascoltati dal Sindaco, è  un diritto dei lavoratori.
***
Bene, ci si rivede il 27. Alcune personali considerazioni. Mi sono stupito positivamente della conpetenza di questo giovane sindacalista. Non ha avuto punte di demagogia. E mi sono convinto che l’ eventuale iniezione di 40 milioni di euro – se non cambia radicalmente sistema – non sarà sufficiente e si rimanderà di fatto la soluzione estrema della liquidazione o del commissariamento. Contentissimo se avrò torto.
Patrizio Tosetto