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Ma è suspance: la vicenda delle firme potrebbe mettere in discussione l'elezione di 8 consiglieri regionali del partito.

Corsi e ricorsi (respinti): la Regione e Chiamparino sono salvi. Il Pd ancora non si sa

di ilTorinese pubblicato giovedì 11 febbraio 2016

BANDIERE REGIONEchiamp consiglioE’ stata resa pubblica la sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali. I giudici, in via definitiva, hanno respinto i ricorsi della Lega Nord

 

Nella vicenda sulle presunte firme tarocche per la candidatura di Sergio Chiamparino alle ultime Regionali il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della Lega Nord  Il legale del Pd, Vittorio Barosio, dichiara all’Ansa che è stata confermata la sentenza del Tar  dello scorso luglio, che già aveva dato ragione a Chiamparino, accogliendo le motivazioni presentate.

 

Soddisfatto il segretario regionale Davide Gariglio: “E’ stata resa pubblica la sentenza del Consiglio di Stato sulle elezioni regionali. I giudici, in via definitiva, hanno respinto i ricorsi della Lega Nord. La legittimità delle elezioni regionali del 2014 non è più in discussione: la legislatura durerà fino al 2019. Sono molto soddisfatto. Abbiamo atteso questo momento per un anno e mezzo senza mai gridare ai complotti e nell’assoluto rispetto della autonomia della magistratura. Ora la questione è chiusa. Voltiamo pagina e continuiamo a lavorare per il nostro Piemonte”. Gariglio sorvola sul fatto che – sempre per possibili irregolarità all’esame della magistratura- la vicenda delle firme potrebbe mettere in discussione l’elezione di 8 consiglieri regionali del suo partito.

 

Questo il commento sulla sentenza da parte del presidente Chiamparino: “La sentenza odierna del Consiglio di Stato conferma la legittimità formale della mia candidatura e di conseguenza quella della mia elezione, peraltro mai messa in discussione a livello politico. Desidero ringraziare il prof. Barosio e i suoi collaboratori per la professionalità con cui hanno seguito l’intera vicenda.”