Home » POLITICA » Contrordine: (forse) non si vota più
Alleanze locali? Il buio incombe. E non so se si sta giocando a scacchi o più modestamente a dama

Contrordine: (forse) non si vota più

di ilTorinese pubblicato mercoledì 30 maggio 2018
Crisi di governo. Mentre si attende che resusciti il governo gialloverde -potrebbe andare proprio così –  ecco le reazioni della politica e dei politici torinesi. I più defilati i leghisti. I più sornioni i berlusconiani.I più arrabbiati quelli del Pd. I più smarriti i pentastellati.I più assenti la sinistra estrema.In fondo, tutto come da copione. Con tutti ma proprio tutti convinti che il Salvini un po’ abbia  preso di mezzo il Giggino che come gli autisti impantanati accelerano invece di aspettare il carro attrezzi. Personalmente non sono così convinto che si voterà subito. Staremo a vedere.  Con la certezza che il Chiampa non vuole ripresentarsi e probabilmente i pentastellati e i leghisti si guardano in cagnesco. Qui entra in gioco Mimmo Portas. Solerte dichiara: sto comprando le azioni Pd. Costano poco  perché hanno perso in borsa… ma se Chiampa mi ascolta ripresentandosi vinciamo e le azioni vanno alle stelle. E Boccuzzi sodale del senatore Esposito non ha dubbi: alle regionali mi presento con i Moderati. Con una personale domanda: se i Moderati sono una corrente del Pd perché fanno sempre liste autonome? Ma questi, ammettiamolo, sono dettagli.  Difendiamo la costituzione e il Presidente Mattarella. Ritrovata una ragione d’essere la piazza è del Pd. Tra le altre cose nulla da dire sui cento pentastellati che hanno manifestato davanti alla prefettura domenica sera.Qualche dubbio sul disertare il consiglio comunale da parte della Sindaca e Gruppo M5s viceversa l’abbiamo. Nulla di polemico ma una domanda mi viene spontanea. Avete studiato educazione civica alle elementari? Osvaldo Napoli sornione dichiara : l’Appendino sbaglia nel confondere i problemi di Torino con i problemi di Roma. Ed intanto anche Calenda prende tempo. Sembra sempre che non ci sia una schiarita definitiva. Ora : elezioni a luglio. La vedo dura ma oramai tutto è possibile. La vedo dura non tanto per tecnicismi istituzionali di cui sono totalmente inesperto, ma perché tutti hanno bisogno di tempo. Il Pd per trovare un leader diverso da Renzi. Se sceglie Gentiloni guarda a sinistra. Se sceglie Calenda guarda a Forza Italia. Elettoralmente parlando. Salvini quattro cose deve chiarire con Belscusa ora ricandidabile, e i  5 stelle spiegare al loro popolo che cosa è successo. Tutti parlano di voto subito, ma poi tanto convinti non sono.La nostra solita doppiezza italica è interpretazione nostrana di Guicciardini e Machiavelli. E qui in Piemonte e a  Torino si complicano le cose, con le elezioni europee e quelle regionali in vista. Alleanze locali? Il buio incombe. E non so se si sta giocando a scacchi o più modestamente a dama. L’incertezza regna sovrana. Leu cosa farà col Pd? A Roma come a Torino. Berlusca come accoglierà il figliol prodigo Matteo? A Milano come a Torino. I cinque stelle quanto tempo hanno  bisogno nello spiegare al loro popolo cosa è successo. Tutti a parole vogliono elezioni subito. Ma io ho l impressione solo a parole. Perdiamo colpi. Non c è proprio altro da dire. La patria di Guicciardini e Machiavelli perde colpi. Ammesso e non concesso che la media dei politici italiani attuali li conosca. Ora tutti sono filo europeisti. Non sembrava fino a qualche giorno fa. Ma i  miracoli avvengono all’improvviso. Se no non si chiamerebbero miracoli. Noi continuano ad essere diffidenti verso queste folgorazioni sulla via di Damasco e francamente continuiamo nello stupirci . Ci vorrebbe coesione delle forze politiche almeno sulle regole. Una volta nella ” famigerata ” prima Repubblica si parlava di arco costituzionale. Ora a torino come a Roma si bisticcia su tutto e tutti. E non è un bel servizio che si fanno i cittadini sia qui, sia nella capitale.
Patrizio Tosetto