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IL LIBRO

Il Consiglio regionale promuove la ristampa di un volume del ‘400

di ilTorinese pubblicato mercoledì 4 febbraio 2015

consiglio lascarisUna copia del volume è conservata anche presso la Biblioteca nazionale universitaria di Torino, all’interno di un nucleo consistente di importanti edizioni “aldine”

 

La pubblicazione in anastatica di uno dei libri più pregiati del Quattrocento italiano, la Hypnerotomachia Polifili, viene promossa dal Consiglio regionale del Piemonte proprio in concomitanza con il cinquecentesimo anniversario della morte del primo stampatore dell’opera, il veneziano Aldo Manuzio (1449-1515). Una copia del volume è conservata anche presso la Biblioteca nazionale universitaria di Torino, all’interno di un nucleo consistente di importanti edizioni “aldine”.

 

“Con questa iniziativa prosegue da parte del Consiglio regionale la promozione dei beni storici librari presenti in Piemonte, nell’ottica di favorire occasioni di conoscenza e divulgazione culturale”, afferma il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus. “Anche il Consiglio, nella propria Biblioteca regionale, custodisce esemplari della produzione tipografica aldina e questo anniversario rappresenta un’opportunità per valorizzare tale patrimonio, che appartiene a tutti i piemontesi, e per ricordare la figura di Manuzio, grande innovatore e umanista”.

 

Hypnerotomachia Polifili, edita nel 1499, si inserisce nel genere cavalleresco. L’azione si svolge infatti all’interno di un sogno, con la narrazione delle vicende del protagonista Polifilo alla ricerca dell’amata Polia, ma può anche leggersi come una sorta di romanzo di formazione incentrato sulla conquista dell’amore platonico attraverso un viaggio interiore. Il testo fu pubblicato anonimo, ma ricerche approfondite tendono oggi a identificare l’autore con il domenicano Francesco Colonna, esponente della grande famiglia patrizia romana. Incerta invece l’attribuzione delle 196 xilografie, ispirate all’idea del giardino rinascimentale, che costituiscono l’affascinante e ricco apparato iconografico del volume, generalmente considerate di autore ignoto.

 

(www.cr.piemonte.it)