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A memoria almeno una decina di assessori del pd di quelli che nascono nei giusti salotti borghesi e si sposano soltanto tra famiglie note teorizzavano di imporre la mobilità ciclabile a tutti

Consigliera porta la figlia all’asilo sull’auto blu. Ma sarà mica stata un diesel Euro5?

di ilTorinese pubblicato giovedì 11 gennaio 2018
AVVISTAMENTI  di Effevi
I grillini come tutti i rivoluzionari: arrivati al potere, fanno peggio di quelli di prima

Non ci vorrà molto per capire se la consigliera grillina che ha richiesto l’auto di servizio del Comune di Torino per andare a prendere la figlia all’uscita dell’asilo ha commesso un reato di rilevanza penale o amministrativa, una serie di infrazioni ai regolamenti comunali, o semplicemente un esercizio di privilegio incompatibile con chi è stato eletto grazie alla retorica della lotta alla casta. Non che i grillini siano gli unici a cadere nel sacco: a memoria almeno  una decina di assessori del pd di quelli che nascono nei giusti salotti borghesi e si sposano soltanto tra famiglie note teorizzavano di imporre la mobilità ciclabile a tutti, salvo poi fare tutti i giorni la navetta tra Palazzo e domicilio rigorosamente su auto blu – e talvolta pure con scorta.

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Però quelli non facevano la morale contro i privilegi, e a differenza di molti grillini non costruivano carriere (altrimenti loro precluse per un ovvio difetto di cultura e talvolta di quoziente intellettuale) sulla marea nera dell’invidia sociale. In realtà, l’episodio della consigliera è una metafora microscopica dell’inevitabile parabola di quasi tutti i rivoluzionari, che finiscono per replicare in peggio i peccati dei regimi da loro abbattuti. I comunisti russi restaurarono immediatamente il regime poliziesco zarista, aggiungendoci processi farsa, fucilazioni di massa, carestie indotte, e gulag. Ma se uno legge i diari del viaggio in Russia del marchese di Custine, nel 1839, sembrano scritti in era brezneviana. Tutto questo, tornando alla consigliera grillina che si fa scarrozzare per le incombenze domestiche, potrebbe anche far sorridere. Il problema è che chi inizia la caccia alle streghe non soltanto rischia di finire personalmente al rogo, ma finisce per appiccare il fuoco all’intero villaggio, in una furiosa palingenesi dove non si trova neppure un Giusto per salvare la città. Un esempio recente è la ventata puritana che ha travolto l’industria del cinema americano, distruggendo allegramente carriere, spesso sulla base di pettegolezzi o denunce generiche. Per cui tutto si confonde in un immenso falò di purificazione: lo stupro o l’estorsione sessuale insieme al normale invito a uscire, magari respinto. Matt Damon, uno dei pochi apparentemente sani in quel mondo, ha provato a mettere un po’ di buon senso e l’hanno crocifisso. 
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Anche i grillini hanno appiccato i loro fuochi, ingenuamente illudendosi di restarne prigionieri. Hanno fulminato le parentopoli salvo replicarle a tappeto, con i casi unici nelle cronache parlamentari di madre e figlia eletti ciascuna in una delle due Camere? Hanno innescato l’isteria sui rimborsi e sugli scontrini, rendendo difficile alla fine distinguere tra sprechi vergognosi, ma legali, e reati di peculato ai danni della pubblica amministrazione. Hanno fatto apparire come porcherie istituti legali ed necessari al funzionamento minimo del sistema, come i rimborsi ai datori di lavoro per le ore non lavorate dai loro dipendenti, perché fanno il loro lavoro in consiglio comunale. Una misura essenziale per evitare che le amministrazioni locali, dove lavorando full-time come consigliere si ottiene un compenso di circa mille Euro mensili, finiscano in mano a un’orda di incompetenti senza arte né parte. Il che, detto per inciso, configura il profilo medio del l’esponente grillino. Governare in queste condizioni è impossibile, e non a caso quando arrivano al potere i grillini cambiano lo spartito, per cui il Sindaco raggiunto da avviso di garanzia, non deve dimettersi solo se appartiene al movimento. Altrimenti, la gogna o il cappio. Quindi, il danno arrecato da questa mentalità da finti rivoluzionari (in realtà aspiranti alla casta in cerca di scorciatoie dei necessari percorsi professionali e formativi) non si risarcisce quando cadono nella loro stretta trappola. Ma alla fine di tutto resta una domanda di fondo: l’auto blu utilizzata dalla consigliera era almeno ecologica, o magari era un diesel Euro5? Perché il vero peccato sarebbe quello.
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