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Il ballottaggio ha questo di bello: la scelta tra soli due nomi e due proposte

Consigli al futuro sindaco (o sindaca) dopo il verdetto di domenica

di ilTorinese pubblicato venerdì 17 giugno 2016

STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

Nella nottata di domenica sapremo chi è il Sindaco di Torino. Non vogliamo fare  patetici appelli al voto. Rimarcare che chi non vota semplicemente non ha diritto di lamentarsi dopo che le cose non vanno. Chi perde ha la facoltà di continuare a dire che se avesse vinto le cose sarebbero andate bene

comune municipio

Chi vince ha il diritto e dovere di fare concretamente nell’amministrare. Banale? Sicuramente, ma ripeterlo ogni tanto fa bene….ricordando che dobbiamo scegliere il sindaco di Torino.

tosettoAnche ciò è apparentemente scontato. Apparentemente, visto che sono tante le considerazioni, diciamo così, di carattere nazionale. Solo dopo i risultati si potranno trarre delle considerazioni più  politiche. Il ballottaggio ha questo di bello: la scelta tra soli due nomi e due proposte per chi dovrà essere il più bravo sindaco per la nostra città. Abbiamo le nostre opinioni e preferenze ma ora vogliamo solo manifestare i nostri desideri.

Cerchiamo di evidenziarli. Piero Fassino oltre che  sindaco è presidente Anci. Controparte del Governo ha fatto gli interessi della categoria (i comuni) e li ha fatti bene, dunque anche del nostro comune. Come tutta l’Italia fronteggiando una delle più laceranti crisi economiche. I segnali di ripresa non coprono il perdurare delle difficoltà. Ci permettiamo due consigli. Una costante presenza a Palazzo di Città.Cambiare collaboratori sul versante delle periferie dove sono stati maggiori gli errori del passato.

Chiara Appendino sicuramente è una positiva “tignosa”. Partita molto bene anche in questa seconda fase ha sempre ripetuto ciò che non vuole fare. Vero che non deve essere molto semplice mettere insieme i centri sociali che vogliono “picchiare” Borghezio con Borghezio stesso, imponendogli il non approfondimento sulle soluzioni. Anche qui due consigli. Trasformare alcuni no in sì. Viceversa la città rischia di morire. Attenzione alla macchina burocratica del comune.

Ultima considerazione. Mi sono irritato quando è stata data la notizia che Il ministro Maria Elena Boschi avrebbe detto che se vince la candidata 5 stelle saltano 250 milioni di euro. Ma un amico mi ha spiegato: non volendo fare più la Città della salute il governo non può erogare dei soldi destinati ad un progetto che non si farà più. Ed allora, ricadendo nella banalità noi cittadini voteremo, secondo la nostra personale consapevolezza,  per chi, per cinque anni sarà il migliore sindaco per la nostra città. La palla è agli elettori.

(foto: il Torinese)